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Impressioni 8 dicembre 2009 · lettura 3 min · 1373 letture

La rosa dei pianti

Sincity 198 poesie pubblicate
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rosa dei pianti otto occhi spalancati su otto profili monchi e una sola lacrima da dividere in otto differenti tristezze intervallo grecale un coccodrillo s'asciuga il pianto delle prede bambini d'umano cristallo fragili collane indossate per l'abuso d'un gioco sordomuto capelli erbosi e scarpe di fango il vento è sultano dei canti e tacito sguardo d'omertà intervallo levante l'assassino ha un sorriso di mandorle la vergine morte è fiorita troppo presto il ferro delle lame luccica d'inchiostro rosso ruzzolano per strada i teschi di piombo qualcuno passa col mantello dei gitani è tornata la guerra andate in pace intervallo scirocco mani di cera si scaldano al fuoco una candela già conosce la sua sorte donne di specchiate capigliature e volti calce di bellezza nell'arena del viscido orco il profumo di cannella svanisce fra i denti agonizzanti mentre squarcia il ventre con la forza a cercare un cuore tra le gambe intervallo ostro non conosco le pietre dei ricchi ma il peso della mia povertà in quell'angolo di fiato le redini dei respiri s'allentano il freddo scheletro t'assomiglia sempre più la luna ti aiuta a guardarti attorno per scoprir che nessun lampione è l'umana carità che ti salverà intervallo libeccio scarafaggi sfiniti diventano conchiglie e in casa un mare che si pensava lontano va sdrucciolando l'uomo per le strade zoccoli d'ira solcano il manto piovoso su gradini della pallida nebbia sale la folla dei suoi pensieri e una mandria di voci come spade lo investe nella sua meraviglia io non ti amo intervallo ponente il risveglio del muschio è ora rugiada il risveglio dell'uomo è ora realtà devozione alla morte le ninfee del suicidio acclamano la carne una fame per la loro fame s'ingoia la vita in un brivido che giunge senza collera e il sangue è dinamite che implode intervallo maestrale digiuno dei vecchi senza più anni il maestro d'argento è un cristo senza miracoli ti ascolto non ho più fiumi interrotti vienimi a trovare senza ululare senza greggi di parole recintate il pugnale che hai donato al mio fianco è ora nudo della mia pelle ma io ti ascolto ho sempre una barca per andar lontano ma prima rendimi l'acqua della tua sincerità intervallo tramontana la lingua del monte se la mangiano i bruchi un bambino ruba i suoi occhi di pesca penetrò il fumo come sciame pazzo nell'intimo verde della natura ora il grigio s'abbina ad ogni capsula d'aria che sfila tra il cemento quell'albero pare proprio un'invenzione così obsoleta che gli cadono tutte le foglie
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Commenti (1)

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Giorgia Spurio19 dicembre 2009

rosa senza cardini, occhi ben otto tutti spalancati come i profili monchi. che ci sia una lacrima sarà divisa, sarà otto lacrime, una per ogni direzione, una per ogni vento. anche il coccodrillo si dice che pianga, o forse si ciba del pianto delle sue prede? il pianto... perché i bimbi giocattoli d'abuso, perché l'assassino sorride, la vergine fiorita troppo presto e quindi appassita troppo presto. "è tornata la guerra andate in pace". e noi cerchiamo caldo, cerchiamo il fuoco, quell'illusione che ci ammazzerà sciogliendo le nostre mani di cera e la nostra anima di candela! apparenza, già bella, come al circo dell'orco! "uomo, tu che sei me, non ti amo" è finita la messa... devozione alla morte... bella... tristezza lealtà odio ribellione e... morte...