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Erotismo 9 dicembre 2009 · lettura 1 min · 7333 letture

Non chiederei ora del tuo sesso un chi

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Ferdinando Giordano 120 poesie pubblicate
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Avevi un corpo a nido d'anima, un alveare di raccolta; industriavano i pensieri un miele denso sul giglio alto della coscia, aperto al golfo delle labbra, al sapore di talune bucce amare. Il succo novello di quell'uva portava il sigillo delle tue ginocchia allo scoperto stame del mio fiore. Quindi ti visitai col passo delle processioni. Interno alla navata dei tuoi seni il cuore stava cupo: nemmeno un cenno di respiro, quasi un traguardo l'iride - come in ogni sguardo basso - si presenta al dolore: così ti nacque la partenza. Non chiederei, ora, del tuo sesso un chi perché poi si potrebbe della fiamma un come, all'ombra vaga della sera - quest'annottare sobrio in cui m'attardo al canto - e un dove e un quando, ma quasi in lei, mi cedo sparso al davanzale: come un firmamento mal raccolto in ogni vetro o quell'incauto sciame di risposte.
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Ferdinando Giordano
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Commenti (2)

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Clodiaf09049 dicembre 2009

Struttura sorvegliatissima e serrata logica in questa poesia che parla di come, al richiamo dell'attrazione sessuale, non sia importante definire il sesso dell'altro bensì il proprio desiderio.

Pietro Roversi10 dicembre 2009

Pericolose le metafore estese. Perlomeno indicano una coerenza dall'inizio alla fine del testo. Ma scricchiolano, e rovinano il piacere dei versi giusti singoli. Un po' di tagli forse la migliorerebbero? Ma forse invece va bene com'e'. Rileggendola: è perfetta. Allora come ogni testo difficile va ottimo non ci piace dal principio ma poi invece non ci lascia piu'. Mi scuso per le critiche inappropriate dell'altra volta.