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Amore 9 dicembre 2009 · lettura 1 min · 3529 letture

Vetro

Pietro Roversi 164 poesie pubblicate
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Ti ho sognato stanotte: traducevi in una lingua morta a me ben nota il mio sollievo per averti riveduto. A volte i sogni invitano le schegge più felici del nostro tacere, e le tacche al lato antico della vita sono il genere di ferita che uno non ricorda perché gli pare propria da che è nato. E se anche è l'abitudine che incide i nostri giorni, lieti di ciò che è consueto, succede che è notturno il più compiuto dei nostri risvegli, e poi presto si rimargina.
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[09061990]

L'autore
Pietro Roversi

Sono un anarchico tradizionalista, un rivoluzionario conservatore e un iconoclasta benigno. Nella vita faccio il biologo strutturale, in Inghilterra. Ho scritto più di 500 poesie in 25 anni. A Settembre 2018 è uscito il mio ultimo libro: "Tirare l’acqua" (Gattomerlino Edizioni, Roma, 2018). Nell’autunno 2017 sono usc

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Commenti (2)

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Amara9 dicembre 2009

...che bellezza... già... il sogno... il vero risveglio... sa di gioia e di dolore questa poesia...

Clodiaf09049 dicembre 2009

Poesia d'amore che si fa riflessione sulla vita attraverso immagini efficaci, fra tutte quella della lucidità raggiunta solo attraverso il sonno, quando sembra che l'infelicità faccia parte connaturata dell'esistere e quindi non dia più dolore. Ma è proprio quel risveglio a ferirci, perché in esso ci accorgiamo che l'amore è perduto, parla una "lingua morta". Amara, senza luce. Struttura in logica serrata, come spesso in altre del poeta.