Nè Giocasta, né Edipo
Sono tuo padre,
tuo figlio,
il tuo amante,
non l'Edipo incestuoso,
che devasta il tuo utero
e i tuo grembo in un momento
di perdizione.
Io ti amo di parole d'amore...
senza manifestare un peccato acerbo,
o una purezza inventata
dal greve sapore d'inganno.
Tu sei mia madre,
mia figlia,
la mia amante,
che ogni giorno mi partorisci
con gioia e dolore...
inutilmente protesa a fermarmi.
Non l'infelice Giocasta!
Di metamorfosi di donna...
nella metafora irreale di un morire
senza splendore di rinascita.
Io sono in te...
anche se non mi senti,
in un sangue amaro che si perde
nel nero calice della tentazione!
©
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