Cesto di frutta
Chiara Vacchieri
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Quanti sapori in un cesto di frutta
come i gusti della mia sentimentale vita.
E quando lui, lasciandomi, l'ha distrutta,
non son rimaste che le briciole tra le dita.
All'inizio era dolce come un barattolo di marmellata
era tenero e delizioso come una fragrante crostata.
Era desiderabile come una meringa alla panna
era stucchevole come zucchero di canna.
Per me era l'aria che mi riempiva i polmoni
era buono come gelato di mirtilli e lamponi.
Allegro e vivace come una torta di ciliege
anche quando le giornate erano tetre e bige.
Mi ha colmato l'esistenza di soavi emozioni.
L'ha resa ricca di speme come acerbi meloni
che desiderano diventare maturi e sugosi
per essere divorati dall'appetito dei più golosi.
Ma in fondo al cesto ci sono limoni, pompelmi e arance
acri e aspri come le lacrime sulle mie guance.
Susine, albicocche e miele
hanno adesso il sapore amaro del fiele ...
...e mentre in bocca prima c'era un che di sapido
ora la mia lingua, senza la sua, sa di insipido.
Il succo dissetante delle pesche e delle fragole
s'è prosciugato nell'arsura di un giorno senza nuvole.
Il mio stomaco ha i crampi dalla fame,
oggi che nel cesto son finite le banane
non resta che un ultimo acino d'uva
e il solo presagio di una storia nuova.
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L'autore
Chiara Vacchieri
Commenti (1)
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Salvatore Ferranti11 dicembre 2009
Poesia davvero bella, piena di luce e di colori... l'ho apprezzata e letta d'un fiato. Mi ha lasciato un'ottima impressione.

