Raso

Scomposta nel senso
mi gioco ai dadi
il consenso degli dei
Nei numeri limati
non trovo fortuna
l'inganno non paga
la menzogna dilaga nelle terre
abbandonate dal dispetto dell'Olimpo
Strappo il poster con le greche
e meglio mi gioco il muro bianco
stanco
delle incisioni in punta di lama
'ti amo' 'non m'ami'
'parto' 'rimani'
'ti voglio' 'ti tengo tra le mani'
e guardo le mani
le mie
colme di voglie e di- segni
cancello
raschiandole all'intonaco
in un colpo due tabule rase
bello! appare facile
come un poker tra gli specchi
eppure una luce s'inclina di lato
e sulle due pareti
le ombre dicono che poco
davvero poco
si è realmente rasato...
©
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L'autore
Amara
Non scrivo diari, neppure privati. Meno che meno lo sono i miei testi. Qualcosa di me lo troverete, inevitabilmente, ma sono forme del pensiero che provano a sorpassare le mie per andare oltre.
Commenti (2)
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S
Sanzi13 dicembre 2009
le terre abbandonate... ("ai terra salata terra bruciata abisso di..." reminescenze). Bellissima
F
Fuori14 dicembre 2009
Quì dentro c'è l'alternanza continua tra il prendere e il lasciare, l'indecisione che ammutolisce in un sogno di luci scure e riflessi. E' bellissimo il tema del gioco, perché regala l'immagine di una persona sola manovrata dall'alto.
