Le ali e le rime

Dimenticherò i fuochi a Novembre
quando il mio corpo urlava vendetta,
dentro la lama che tenevo stretta
specchierò i sogni di nuove poesie?
Saranno spente le fiabe di sempre,
quelle che vivono fino all'aurora
mentre continua a picchiarmi la storia
chiudo negli occhi le vecchie utopie.
Giocherà con la neve questo Dicembre,
sopra al mio mare teso e ghiacciato
dentro quel cielo di nubi oscurato,
fuori da rime di antologie.
Vibra sorda questa mano sul tuo ventre,
perché è calda delle estati già vissute,
gela adesso tra le dita tristi e mute,
che distanti ripercorron vecchie vie.
Schiocca indietro la memoria a quel Settembre,
alle corse per averlo conquistato
quell'amore che si è poi sacrificato
affossando le tue colpe sulle mie.
...e tu dove sei?
La scrittura nelle vene non si sente,
la follia con cui si era amalgamata
resta ora tra le righe incatenata
nel silenzio grigio e freddo di due spie.
©
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Commenti (1)
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Serena Urbano15 dicembre 2009
Leggendola mi son tornate alla mente tante emozioni, come se ogni verso raccontasse un po', qualcosa, della mia storia, e penso che ognuno possa almeno in parte ritrovare qualcosa di se in questi versi. Bella davvero. .
