Scende ormai la notte

“ Gli uomini stolti si perdono ai confini della ragione, e spesso è nella follia, che trovano rifugio “ non so se faccio parte dei primi, e quindi ancor oggi vivo la mia ragione d'essere, oppure il mio Essere trova rifugio nella pacata follia del domani... nel dubbio, mi cibo d'ogni essenza... amo riflettere ad
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Un canto triste... una sofferta introspezione che tocca il cuore per l'amara consapevolezza della solitudine... Meravigliosa nell'intensità dei sentimenti e nelle emozioni che riesce ad esprimere. Letta con interesse, piaciuta e apprezzata tantissimo.
Ci si può sentire soli in mille modi anche in compagnia... l'anima adesso che è sola può piangere lacrime che il vento porterà via... immagini e metafore deliziose... versi di grande impatto emotivo, molto malinconici... Sentita con un brivido lungo la schiena...
Solitudine tra quattro mura, uno stato di cose che non si preoccupa nemmeno di ricercare un'uscita, si resta immersi nel dialogo dei propri pensieri. Abbiamo perso anche l'immagine di noi stessi, smarrita nella simbiosi della notte. L'autore spinge molto con sinestesie visive che fanno leva su tonalità grigio- scure (fosche ombre) non è altro che l'anticamera della notte che ha avuto come punto di partenza la mente e i suoi pensieri. Bellissima metafora "quel tarlo"rende un'idea stupenda di come il pensiero logora la mente nella notte esattamente come fa il tarlo nel legno. La poesia si conclude con una resa davanti a questa notte ormai sopraggiunta, nemmeno il vento di maestrale è in grado di soffiarla via. Davvero molto apprezzata.
La solitudine interiore fa male, molto di più di quella fisica. Ci vuole forza, molta, per combatterla e scongifferla.
Una introspezione malinconica... triste nel suo sentire... una solitudine interna che sembra non dare scampo... sensazioni che ci fanno ripiegare su noi stessi... rassegnazione dolorosa... un cantico triste che da tanta emozione. Splendida




