Ave o Cesare
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Bella, bellissima questa tua Piena d'ironia e verità, mi sarebbe piaciuto commentarti in romanesco ma non lo conosco bene, pur essendo na romana! Applausi, Turan, forti e numerosi (non è na presa per il deretano, da questo grande teatro Mi hai fatto proprio divertire Ma, almeno la cotenna der maiale t'è rimasta pe fà pasta e facioli?
pe' veni' a la capitale, me so' vennuto er maiale: er maiale de mi' padre e la vacca de mi' madre. mo stò a roma e che ce faccio? qua me sento un gallinaccio. anna' appresso a 'sti balordi so' arimasto senza sordi. questa m'è tornata in mente dopo ave' letto la tua che m'è piaciuta un sacco. e bravo burinoromano hahaha. a presto
Veramente belli questi versi che dipingono un quadro della città eterna con simpatica ironia. Apprezzata, la conservo.



