Sardinnia
Augusto Picci
42 poesie pubblicate
+ Segui
Da Punta Negra a Capo Carbonara
e da Rena Majore a Spartivento
son ventiquattromilacinquecento
chilometri di lacrime e di terra amara
che il tempo ha reso di sorrisi avara
e dove anche il silenzio è sentimento.
Ci sarà un giorno per un rinnovamento
togliendo dai muretti la lupara?
Chiunque sia colui che vien dal mare
resterà sempre un'ospite gradito,
sacro e prosciolto da ciascun sospetto.
Togliamo ai quattro mori il fazzoletto,
saranno loro col segno del dito
ad indicar la strada da pigliare.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Augusto Picci
Commenti (2)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Enio Orsuni17 dicembre 2009
un sonetto perfetto che dice tutto. ma chi ha capito che le lupare sono strumenti in mano ai politici? per questo ci inculcano la non violenza (e noi li ascoltiamo) perché ipolitici sono i primi a meritarla dato che sono i gestori di ogni capitale che si muove nella nazione e di ogni forma di delinquenza droga, gioco, fumo, prostituzione ecc., tutta roba loro! un caro saluto
o
oxun220 dicembre 2009
Terra bellissima, la nostra... e non importa sia avara di sorrisi. Chi la conosce sa che gli occhi non si abbassano mai, anche se nascosti dal fazzoletto.

