L'Uomo che Pensava
Sara Brayon
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Non è più tempo di rivoluzione
Taci, stai in fila, e servi il Padrone!
Non puoi più sognare un mondo migliore,
Taci, stai in fila, e servi il Padrone!
La piazza è ormai vuota, le manca la gente
La piazza ormai non conta più niente,
Delle vostre vite ho in mano le chiavi,
Siete liberi, sì, di essere miei schiavi!
Ma lì tra gente in fila, che la testa abbassava
Lì c'era anche un Uomo, un Uomo che pensava,
un Uomo che leggeva, un Uomo che sognava,
che alzò la testa urlando tra quei caschi neri,
urlò con tutto il fiato: "SIAM LIBERI, SIAM VERI!
Non siamo i vostri schiavi, siamo uomini interi!"
Gli altri lo ascoltavano come vento tra le vele:
alcune le fa a pezzi, altre le lascia uguali.
Non è più tempo di rivoluzione!
Taci, stai in fila, e servi il Padrone!
La libertà a noi non serve più:
il Padrone è buono, l'ha detto la tv!
"E' vero, non è tempo", pensava forte l'Uomo,
"ma forse io sono il lampo che precede il tuono,
e verrà poi il tempo della rivoluzione,
fare l'amore amando, in un mondo migliore,
La gente che non vola ha bisogno di ali,
La gente che non vede non vede senza occhiali...
E allora sarò ottico, mi dovrò far poeta,
il mondo non è marmo, ma è morbida creta
se lo lavori in due, in dieci cento mille,
l'incendio che cos'è se non mille scintille?"
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L'autore
Sara Brayon
Commenti (1)
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Andriuslan21 dicembre 2009
Speriamo si... speriamo in queste mille scintille. Bellissima e ATTUALISSIMA!

