Aldebaran
Io non so come legar nel vento
quello che a pezzi cade dal cuore,
a volte in modo crudelmente lento...
E allora apro le mie callose mani
in una preghiera senza dio nel canto
reso insicuro nella voce dal tremore
della irridente età, oltre il mio domani,
oltre la soglia che virtù m'ha dato,
oltre il confine che a volte offre la vita
quando, sorniona e falsa, sa regalare
crudele e dispettosa un altro fato.
Io non so dire al tuo innocente cuore
se fortunata hai davvero scelto bene
quando, chinandoti, hai colto un fiore
sulla soglia della grotta dove aspettavi...
là dove il tempo in silenzio scorre
e sul deserto la sera apre allo sguardo
il risveglio emozionato di tante piccole,
innocenti vite che improvvise scorrono
fra sabbia e pietre e poi, sotto la luna,
di bianco e nero sagomate, saltellano
tra spine e buche, rocce e fredda rena,
notturno albergo di alte placide palme
che sentinelle immobili fanno da corona
al dolce gorgoglìo di seta di una sorgente.
So però che l'aria che respiro, profonda,
antica e nuda come il mio scorzoso cuore
e il drappo azzurro che copre il volto
da ogni sguardo, sono reliquia ruvida
di quell'antico andare con la guida mitica
di Aldebaran... l'aquila signora nel cielo alto
che nacque da poesia e poeti che vivida
posero lì per sempre, immobile a volare
nella cupola di perle della notte limpida,
tra le più luminose e dolci ammiccanti stelle.
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L'autore
Pellegrino2
Libero professionista per necessità "alimentare" ma da sempre appassionato di sport solitari ( tirar con l'arco; volare su ultraleggeri; andar per montagne a piedi, a cavallo, con il quad ) quando trovo il tempo coltivo anche altri hobbies ( ricerche archeologiche; dipingere; scrivere libri di storia antica ) che, con
Commenti (1)
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oxun223 dicembre 2009
Forse non c'è bisogno che tu leghi nel vento quello che ti passa per il cuore... forse è meglio che tu lo scriva perché chi ti legge ne percepisca la bellezza e ne possa godere.