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Amore 22 dicembre 2009 · lettura 2 min · 5384 letture

Il cuore dell'inverno (I)

Pietro Roversi 164 poesie pubblicate
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L'inverno, si esce avvolti in una sciarpa verde di lana contro il freddo, a cuor leggero: la strada è tutta azzurra di lampioni che svelano la neve mentre cade ad astri, ad aghi, e costringono a un sorriso dentro il cappotto, se lo sguardo li attraversa e sale lungo il muro sino al piano più alto, a un rifugio di rondini del sottotetto. Eppure, dopo un po' ci si smarrisce: per reagire, si torna ad una luce meno diffusa, o solo di un momento, come di luna una notte ogni mese sopra la città. E non è un punto cardinale, perché è al centro: è ritta sulla nostra verticale. Il passo vaga allora tra i palazzi e sbuca in un cortile di basalto, ai piedi di una torre, in un'altra stagione. La torre ha una sola finestra: nelle sere più feconde di vento, e più serene ne ondeggia un festone di stelle, ancorato al balcone, e i vetri aperti mandano una luce familiare, di studi a una scrivania. Dentro, uno spazio che ripete, in piccolo, quello abitato dalla solitudine allegra che si è scelta con un voto. Nostro malgrado siamo memori di gioia. Così, se il vento porta un po' di sabbia e un odore con sé che pare giungere dal sud sin qui dove le pietre si chiamano sassi, e poi cala il silenzio, e quando si scagliasse una parola andrebbe a fondo nell'aria che non si muove, se si trattiene il respiro in mezzo al vuoto, il vuoto, a lungo andare, si fa trasparenza. E` un respiro anche il ricordo della tua presenza.
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[13041990]

L'autore
Pietro Roversi

Sono un anarchico tradizionalista, un rivoluzionario conservatore e un iconoclasta benigno. Nella vita faccio il biologo strutturale, in Inghilterra. Ho scritto più di 500 poesie in 25 anni. A Settembre 2018 è uscito il mio ultimo libro: "Tirare l’acqua" (Gattomerlino Edizioni, Roma, 2018). Nell’autunno 2017 sono usc

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Commenti (1)

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Doraforino24 dicembre 2009

Versi che riconducono, ad ua torre, una finestra, in quel abitacolo vive la solitudine. così il vento mulina sabbia e irrompe un respiro ...è il ricordo della sua presenza. Un linguaggio che seduce, che ti porta lontano nel tempo... Versi che ho molto graditi.