E’ così che ti chiamo
Pasquale Lettieri
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Su di un tappeto di foglie
bagnate dal colore giallo
ti chiamo guardando il cielo.
Nel viale dove finisce il mondo ti invoco,
corro per acchiappare il tempo,
ma non ci riesco,
allora è, che strillo forte, sempre più forte,
strillo agli alberi che conficcati nella terra
muovono i loro rami coperti di foglie
come bandiere al vento,
strillo forte nel vento impetuoso
sotto la pioggia che fitta cade,
ti chiamo, tu non mi rispondi,
mai, mi risponderai.
E’ questo mai,
che come lame di coltelli affilati
mi bucano il cuore e oltrepassano
la coperta sottile della mia anima.
Non ci saranno più i tuoi sorrisi
e la luce che accendevi nel mio esistere,
sarà sempre più buia,
buia come il nero più nero senza corona di stelle.
Non bastano tutte le carezze del mondo per la mia pelle,
che oramai secca, attende la tua di carezza,
continuerò nell’infinito a cercarti e oltre,
sempre più oltre,
oltre la morte.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Pasquale Lettieri
La bellezza dell’essere sta nella tolleranza, nella comprensione, nella fiducia, nell’accettare il diverso che dentro di noi muta. Nel porre soprattutto ogni giorno, fiducia alla vita. Sono sempre interessato a quello che accade dentro di me, sin da piccolo, in particolare a come rotolano le biglie sul tappeto ver
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