Domani
Avvolto dalla magica notte
il corpo mio sussulta
al primo vagito divino
un'altra alba si leva.
Nuovo giorno incurante
profano del dolore
che la serpe mi procura
e che di me si nutre.
Difesa pongono i miei occhi,
a tanta luce che trafigge.
Non bramano vedere
per non ricominciare.
Un urlo silenzioso e soffocato
squarcia la quiete del mattino
l'eremo vuoto in quel risveglio
freme e agita il cuore
"dove sei perduto amore?"
Non c'è risposta
a tanto struggimento
Solo un desiderio
che il respiro
torni domani sereno
per gridare nuovamente EU...
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Commenti (1)
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Salvatore Armando Santoro8 febbraio 2010
Una lirica che si sviluppa sul dolore e sui rimpianti. Si vorrebbe urlare al mondo per far capire la propria sofferenza. Ma ne esce solo un "urlo silenzioso e soffocato" che da tutta l'idea del desiderio di urlare davvero e disperatamente al mondo la delusione per un amore mal ricambiato. E la metafora della poesia sta tutta qui: in questo vano amore donato a piene mani e non ricambiato. Acqua fresca nel deserto che nessuno raccoglie e che a tanti manca.
