Il bene scucito
Allungo il passo
e mi attardo cercare.
S'inchina d'accogliermi il tacere
perché comprende ancora
il velo del mio fiato.
Eppure è quasi forse vero fatato.
Davanti a me l'alba segnata
di surrogata rugiada.
In viso nulla vivo
di chi va illuso
bagliore per amore.
E l'umile strada indica
terso dono quando cessa la lacrima.
Come acceso di se stesso
è desiderio il passare vittima
con il bene scucito la soglia
trascinando l'occhio che rida.
L'ingannare si perde.
Lasciare.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!