Il ricordo
Le immagini marginali dei nostri sogni
racchiudono un quadrilatero
dove la vita e il suo doppio
stanno a colloquio.
Parole sfilacciate orlavano questo luogo
come un tappeto vecchio
dove ogni sogno era una metonimia.
Ovvia era la nostra voce,
i nostri fantasmi peccavano di ingenuità
e il nostro girovagare non ci garantiva dalla morte.
I nostri ricordi ci avrebbero protetto
ma come una luna la giovinezza ci sorrideva da lontano.
Non sapevamo accostarla
e ci seguiva con benevolo distacco.
Conoscevamo treni e visi di passeggeri
ma troppo spesso fuggiva la concentrazione:
come tutti inseguivamo quella luna radiosa
osservandola da lontano.
E il nostro cammino ancora
non ci pareva greve.
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