La veste di papaveri e ortica
Sto sulla tua soglia,
ma non farti ingannare dalle mie mani vuote.
Non posso nascondere
che sono padrona di nulla,
non c'è nulla che io voglia celare.
Uno specchio mi segue
da quando io posso ricordare.
Uno specchio mi segue
per non rivelare il pensiero nascosto
e confondere i tuoi occhi.
Non sono pezzi di solida nuvola
le perle e i rubini che vedi.
Non lasciarti ingannare.
Sono solo un gioco di luce
su pietre che brillano
e da cui ho scosso via la terra,
perché così mi hanno insegnato a fare.
Lo specchio che mi segue
ha lo scopo di celare tutto quello che esiste,
una volta che mi tolgo dal sole.
Non lasciarti ingannare
dalla veste da ricco viandante,
che indosso quando non sono sola,
ma osserva, nello specchio che appanno,
il riflesso che rivela il pensiero.
Non guardare i riccioli
o gli occhi carbone che fanno magie
solo per chi non sa fermarsi ad osservare
come sia fine
il disegno sul tessuto di papaveri e ortica
che appare come abito di stracci,
quando voglio tenere lontano
chi si lascia ingannare.
©
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Commenti (3)
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Gloria Frizzi26 dicembre 2009
è proprio vero che l'abito non fà il monacvo, versi che fanno riflettere le persone che si fermano a guardare solo l'involucro e non il contenuto delle persone, bellissima e da rileggere
Salvatore Ferranti26 dicembre 2009
Poesia splendida, pienda d'amore e di saggezza. versi contro l'ipocrisia e l'apparenza. Ho apprezzato molto questa poesia, è da conservare e rileggere. condivido in toto il contenuto. applausi.
P
Pellegrino227 dicembre 2009
Non è facile trovare chi non si fa abbagliare da strass o perline luccicanti e che hanno riposto nei forzieri del tempo domande e misteri. O che gustano la sera per la sera che lentamente scende e si lascia ammirare. Molto bella questa veste: è di una eleganza serena.

