Un sorriso mai sfiorato
Nel buio la stanza
accarezzavo
muto nel lettino
ti aspettavo
Non so perché
già allora era Dolore
l'Amore, tuo
A volte ti fermavi,
come due stelle quasi spente
i tuoi occhi mi fissavano
ed un sorriso stanco
s'affacciava
al balcone dismesso
delle tue labbra aride di baci
Io non capivo allora
e adesso ancora non comprendo
perché le tue braccia erano ferme
al lato del cammino
e non s'aprivano a darmi segno
del volo che il Ciel richiama
Però come te, in queste notti
guardo
-i miei occhi civette lamentose-
e stiro la bocca invecchiata
in sorriso zuccherino
e dico: mamma
provando, disperatamente
a sentirmi, ancora
il tuo bambino
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (2)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Rasimaco26 dicembre 2009
versi pesati, ponderati e potrei anche dire, a mio modesto parere, perfetti... ed in essi c'è tutta la malinconia che l'essere prova per un'assenza che grava sull'anima... poesia che ho letto con piacere e che ho riletto assaporandone ogni verso.
Rosa Leone27 dicembre 2009
vivi e accesi questi versi rappresentano in ogni passaggio la malinconia, e l'assenza, che si ripresenta con maggior forza nei giorni di festa... bellissima per l'intensità, e il senso... tanto da poterla far mia, per come calza a pennello a certe situazioni... grazie per i tuoi splendidi pensieri... ti abbraccio forte...

