In Finito
Mi fanno male le gambe
a furia di correre dietro ai sogni
che perdo sempre
E mi bruciano gli occhi e i polmoni
le polveri sottili rilasciate
dalle carburanti inutili sensazioni.
Mi sento un po' stanco. Solo un po'.
Io suppongo l'amore
E
l'anima mia lo pone
laddove, Io,
non può mai arrivare
Oltre una siepe magari, a marcire.
Mi dolgono le labbra a forza
di schioccare vani baci desiderosi
alle stagioni passate, o, a quelle future.
Il mio cuore è pieno di vesciche
che si procura nello strisciare senza
Andare.
Mi sento un po' stanco. Solo un po'.
Qualcuno sembra saper volare...
Qualcuno è capace di mangiare i sogni...
Qualcuno è in grado di bere il mare...
Qualcuno sa come nutrirsi d' illusioni...
Qualcuno ha un dito molto bello
da guardare, quando si sente triste.
Oggi, però, sono stanco
Ed inoltre mi duole l'indice.
Ma, a volte, anche'io sono felice nel mio
Finito;
E tanto dolce e riposante
mi è
navigare nel possibile
Senza naufragare.
(Terra!... Terra!... Terra!...)
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Commenti (4)
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Gabriella Caruso28 dicembre 2009
Qualcuno è capace di usare la penna e la usa come un pennello dipingendo quadri che incantano. Bella bella
Simone Bello28 dicembre 2009
Davvero interessante questa poesia, ben scritta e un po' ironica. Apprezzata molto.
Antonella Scamarda28 dicembre 2009
Che dire di fronte a cotanta bellezza? Ci si può solo inchinare e fare un applauso! La rileggerò con infinito piacere.
Azar Rudif29 dicembre 2009
Rincorrere illusioni e, sopratutto, l'amorenon ricambiato comporta un gran dispendio di energie a volte inutilmente. Meglio vvere nel "possibile" fintanto che la fantasia non ritornerà a correre nell'impossibile illusione. Versi di reale e non illusoria bellezza.



