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Famiglia 29 dicembre 2009 · lettura 1 min · 4918 letture

Il vuoto dei perché

Maurizio Spaccasassi 596 poesie pubblicate
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Sguardo di specchio a fiaccolar la notte illumina la luce sui passi trasandati sentieri dell'andirivieni scorrono sulle gravità, un millepiedi sugl'anni tra le misure strette di calli obbligati -ritorno- sulle scarpe sporche di dolorose strade. Qui parleranno i sassi dal foro delle suole. Qui dove ho pianto ho conosciuto te, padre quando bambino ti aspettavo nel sorriso sul gioco inventato. Qui dove ho riso ho amato te, padre dipingendo i perché sui passi scalzi delle parole. Quadri dell'arcobaleno in un angolo dell'anima -restano- Ma qui dove ho pianto ho perduto te, padre malattia vestita d'incidente ha sposato la tua mente -per sempre- Ho coperto con le foglie le impronte per la gente, ma tra i ceppi, sotto i cigli in mezzo ai sassi logorati, scricchiola di vita sotto le scarpe nuove il vuoto dei perché.
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Poche volte sono riuscito a parlare di un aspetto che mi ha segnato fin da piccolo. A distanza di tempo posso dire, che da qualsiasi parte si viene a trovare la nostra riga di partenza, la differenza la facciamo sempre e comunque noi seguendo i passi delle nostre decisioni.

L'autore
Maurizio Spaccasassi

Biografia Maurizio Spaccasassi-Pseudonimo(soledelmattino) Nato a Chivasso (To) 26-01-63. Titolo di studio Diploma medie superiori specializzazione Perito Meccanico. Quando si inizia a scrivere per se stessi ,si ha come la sensazione di comunicare con il proprio inconscio,si cerca la chiave che entra nella

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Commenti (5)

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Silvia De Angelis29 dicembre 2009

Bellissimi versi colmi di idonee metafore e intensa espressività Poesia molto apprezzata

Rita Minniti29 dicembre 2009

L'incontrarsi con i propri pensieri, mette sempre in luce il passato, fatto di ricordi che mai si sbiadiranno. E, attraverso lo specchio di ieri, si riflettono quei passi che sono ormai andati, ma che nella mente ripercorrono guadi ancora umidi di parole. La polvere del tempo non sarà clemente per chi, agli occhi, ha ancora vive immagini di arcobaleni tra le nuvole del cuore, mentre si continua ad essere circondati di perché... domande che restano chiuse in un vuoto senza aria, senza colori... senza tempo! Versi dal sapore struggente, malinconico, che denotano una spiccata conoscenza della lingua, dove le immagini descritte con pensieri profondi, riescono a penetrare nell'anima di chi legge questa, meravigliosa e spontanea, poesia.

M
Marina Como29 dicembre 2009

Tornare fra i "sassi" che ci hanno visto crescere, è uno specchiarsi d'anima. Ed il lutto nel cuore sembra un "callo". Suggestioni d'immagini dove i piedi che poggiano, camminano... parlano di chi non c'è più. Dove le "scarpe nuove" sono troppo strette nella morsa, e mancano quei "piedi nudi", non esenti da tormento o "pianti" ma in compagnia, condivisi. Trasuda di solitudine interiore per la perdita, questa poesia e cosa meglio dei piedi può essere usato a metafora per indicare colui che ci ha sorretto nei primi passi?

Rossella Gallucci29 dicembre 2009

Sono perfettamente d'accordo con ciò che dice l'autore nella nota, cioè che qualunque sia il nostro vissuto, le scelte le facciamo comunque noi... I versi sono toccanti, le metafore e il lessico incredibilmente ricercati ... Poesia da leggere e rileggere. La conservo nel cuore

Giorgia Spurio4 gennaio 2010

è stupenda nel suo dolore infantile. flashback di strade e scarpe, di volti e sorrisi... quando manca una persona, i bimbi chiedono, hanno dei perché...ma spesso se li tengono per sè tenendosi così il vuoto come risposta... accettano senza capire... ma sono loro che invece acquisiscono in quel momento più saggezza conoscendo il vero dolore della morte: tanti perché senza risposta, ed un vuoto che morde lo stomaco che sembra affamato di qualcosa. bellissima, commossa