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Riflessioni 31 dicembre 2009 · lettura 1 min · 7281 letture

Vorrei urlare al mondo la mia disperazione

Sergio Melchiorre 988 poesie pubblicate
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Vorrei urlare al mondo la mia disperazione. Ho più rabbia nel corpo io che un cane idrofobo incatenato al cancello di un supermercato. Vorrei urlare al mondo la mia disperazione. Nell'attesa spasmodica mordo l'aria con la speranza che la mia collera possa trasformarsi in una stretta di mani. Vorrei urlare al mondo la mia disperazione. Ma il mio mal de vivre s'infrange contro il filo spinato dell'indifferenza.
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Non v'è amore per la vita senza disperazione di vivere. Albert Camus, "Il rovescio e il diritto", 1937.

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Sergio Melchiorre
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Commenti (5)

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Triste31 dicembre 2009

Di indifferenza è fatto l'uomo. Forse è sempre stato così, ma in questi ultimi tempi, lo si avverte ancora di più. Siamo in tanti sulla terra ma ciascuno è fondamentalmente chiuso nel suo guscio e il suo sguardo è spesso impenetrabile. Come trovar respiro nell'incrocio d'uno sguardo cieco? Occorre grande forza di volontà per superare i momenti difficili e spesso ci si deve affidare esclusivamente a se stessi. Quando la disperazione si tramuta in rabbia si cessa di vivere. Solo la natura, e per chi crede la fede,è capace di restituire la pace interiore della quale abbiamo bisogno. Intensa... e bella.

Silvia De Angelis31 dicembre 2009

...è verissimo, l'ndifferenza del periodo che viviamo ci crea un profondo malessere interiore, che non si riesce ad esorcizzare in nessun modo... a volte si vorrebbe esplodere tirando fuori tutto ciò che ci fa sprofondare nel vuoto... la razionalità intervene placando quei toni acuti Versi colmi di amarezza ben delineanti un forte sentire ombroso Molto apprezzata la poesia

Simone Bello31 dicembre 2009

Spesso bisogna affrontare da soli i proprio problemi... altrettanto spesso però c'è qualcuno disposto a darti una mano, ad aiutarti... a staccare magari il gancio che ti lega "al cancello di un supermercato"... Di nuovo i migliori auguri di Buon anno Nuovo... Che porti a te e a tutta la tua famiglia felicità, gioia e tanta serenità.

Nemesis Marina Perozzi31 dicembre 2009

E' il libero arbitrio concesso all'uomo, che lo fa diventare dio di se stesso, perciò ognuno di noi è artefice del proprio destino. Questa, è l'essenza del peccato originale: il potere di scelta. Spetta a noi decidere se essere eroi o infami...

Spesso troviamo sulla nostra strada qualcuno che vuole renderci schiavi. Sta a noi riuscire a spezzare le catene che ci legano al cancello... Non in tutti troviamo l'indifferenza: basta riconoscere quelli che rimangono sul ciglio della strada in attesa di prenderci per mano...