Ultima
Pasquale Lettieri
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La sua voce ultima giunse a me,
come la nave giunge nel porto,
lenta, piano, ma diretta,
con un Ti amo, mi disse addio,
poi nulla e nulla più,
si dimenticò di se nell'eterno dormire,
e quando ciò avvenne,
una coperta nera calò dal cielo,
tolse la luce, tolse la parola,
oscurò la mia anima e tutto si compì,
divenni corpo senza sangue,
pensiero vuoto,
oceano di nulla,
mattina senza sole,
fuoco senza fiamma.
Lei si era involata,
per salire su, sempre più su,
per il paese del non ritorno.
Nel giardino non crescono fiori,
solo lacrime salate annaffiano petali senza colori,
mentre le campane incupite,
rintoccano dolore.
Sempre resterà inciso nello
scrigno del mio cuore,
quel ti amo,
è questo sarà eterno,
rovente l'ago che ha inciso le pareti della mia anima,
mai, dimenticherò,
il dolore e la scritta nel mio cuore.
La sua voce,
ancora echeggia dentro,
taglia la roccia come il vento le vette.
Caro conservo nell'ampolla sacra del mio cuore
il suo ultimo alitare,
che con voce stentata,
mi disse: Ti amo.
©
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L'autore
Pasquale Lettieri
La bellezza dell’essere sta nella tolleranza, nella comprensione, nella fiducia, nell’accettare il diverso che dentro di noi muta. Nel porre soprattutto ogni giorno, fiducia alla vita. Sono sempre interessato a quello che accade dentro di me, sin da piccolo, in particolare a come rotolano le biglie sul tappeto ver
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