Fra genio e follia

Sono orso e socievole, allegro ed ombroso, romantico e cinico. Nella vita non si ama una volta sola ed ho una speciale vocazione per l’amore platonico. Cerco ancora la donna del sogno ma l’aspetto senza uscire di casa. Inizialmente, scrivevo solo per amore, oggi lo faccio per ammazzare il tempo, sperando di prendere
Commenti (11)
Bei versi, arguti ed elaborati in modo attente ed espressivo Poesia apprezzata
Una considerazione pacata la tua che si lascia assaporare lentamente... letta con piacevole interesse, molto apprezzata.
Hai un modo arguto ma raffinato di raccontare in versi, cosa non facile e non da tutti. E m'hai strappato un bel sorriso.
tra genio e follia non c'è poi un abisso... come fra e chi è di poche parole e chi invece ne è prolisso. cambia solo il metodo per farsi capire... tutto sembra, ma niente è ciò quel che si vuol far apparire. Sarà solo fantasia... ma la vita è piena di individui simili a quelli da te descritti. Bella e condivisa.
Un'altra chicca che ci fa sorridere come molte altre poesie di quest'autore sempre particolari. Piaciuta.
originalissima questa poesia frizzante e con un che di verità, la figura di Spampinato è esilarante e nello stesso tempo induce a riflettere. Bella ed "educativa".
Stranamente sono sempre stata contenta di non essere un... genio! Forse perché credo che la genialità farebbe furiosamente a botte con quel po' di follia che alberga in tutti noi. Brillante e originale, poesia davvero apprezzatissima.
Poesia originale e simpaticissima, ma con una verità di fondo da non sottovalutare... poiché è vero che dietro l'apparente genialità si nascondono sempre incomprensioni e sofferenze... Plausi di merito.
Abbiamo esempi di geni che a scuola erano semplicemente dei mediocri. RD. Laing dice:"Noi pensiamo molto meno di quanto sappiamo. Sappiamo molto meno di quanto amiamo. Amiamo molto meno di quanto si possa amare. E così siamo molto meno di ciò che siamo". Un noto scrittore asserisce, ed io condivido pienamente: "Non serve disegnare il più bell'albero perché la maestra ti dia 10. Perché c'è un bambino che sa che quello non è un albero. Perché è caduto da un albero, lo ha intagliato, ne ha fiutato l'odore, si è seduto sul ramo di un albero. Così, ha preso i pastelli rosso, magenta, arancione, blu, verde e ha scarabocchiato il suo albero. Questo, è quanto dobbiamo fare". (Leo Buscaglia). Versi Condivisissimi!
versi che sotto un aspetto pacato e faceto nascondono argute verità... bella!
Essenziali nell'esposizione e dall'argomento riflessivo, questi versi, ci accompagnano per mano, verso una considerazione più che mai reale. Spesso, è vero, chi a scuola sembrava poco propenso ad emergere si è ritrovato, invece, ad occupare nel futuro cariche di alto livello, mentre chi da "sgobbone" era lì seduto al primo banco a primeggiare, nella vita ha dovuto fare i conti con ben altro! Bellissimo testo, di grande spessore, arguto e pungente!










