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Fantasia 5 gennaio 2010 · lettura 1 min · 6544 letture

Fra genio e follia

Carlo Fracassi 469 poesie pubblicate
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Lo chiamavano Spampinato, introverso e riservato. Era un tipo assai studioso e persin parsimonioso ma come non bastasse era il primo della classe. Dal latino traduceva come niente, era proprio per benino, era proprio intelligente. Lo chiamavano Spampinato, taciturno ed educato ma ogni genio ha la sua macchia e questo è ben che non si sappia, perché un bel giorno fu trovato s'un'auto vecchia d'un malnato con guêpière e giarrettiera, una pistola bella e nera, maglia a collo di cotòn e sguardo audace alla Marlòn. Chissà cosa gli frullava per la mente! Abbottonato e reticente fu arrestato immantinente, sospettato d'esser il mostro di Firenze. Fra gli annali è racchiusa la sua storia, rotocalchi e giornali ne portano memoria. Inoffensivo, mitomane e complicato nel suo fantastico mondo s'era calato: nei servizi segreti, credeva d'essere assoldato. Povero Spampinato, non avessi mai studiato!
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Brillare negli studi ed essere considerati dei piccoli geni non sempre è garanzia di successo. Al contrario, sono spesso i lavativi e gli scavezzacollo che poi hanno successo, forse perché hanno dormito sui banchi di scuola ma hanno tenuto gli occhi ben aperti alla vita! La presente è da ritenersi esclusivamente una riflessione e considerazione personale della serie: "primi a scuola ultimi nella vita"; pertanto ogni riferimento a fatti e persone è da ritenersi puramente casuale. (Gennaio 2010)

L'autore
Carlo Fracassi

Sono orso e socievole, allegro ed ombroso, romantico e cinico. Nella vita non si ama una volta sola ed ho una speciale vocazione per l’amore platonico. Cerco ancora la donna del sogno ma l’aspetto senza uscire di casa. Inizialmente, scrivevo solo per amore, oggi lo faccio per ammazzare il tempo, sperando di prendere

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Commenti (11)

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Silvia De Angelis5 gennaio 2010

Bei versi, arguti ed elaborati in modo attente ed espressivo Poesia apprezzata

Antonella Bonaffini5 gennaio 2010

Una considerazione pacata la tua che si lascia assaporare lentamente... letta con piacevole interesse, molto apprezzata.

F
Franca Canfora5 gennaio 2010

Hai un modo arguto ma raffinato di raccontare in versi, cosa non facile e non da tutti. E m'hai strappato un bel sorriso.

Saverio Chiti5 gennaio 2010

tra genio e follia non c'è poi un abisso... come fra e chi è di poche parole e chi invece ne è prolisso. cambia solo il metodo per farsi capire... tutto sembra, ma niente è ciò quel che si vuol far apparire. Sarà solo fantasia... ma la vita è piena di individui simili a quelli da te descritti. Bella e condivisa.

Berta Biagini5 gennaio 2010

Un'altra chicca che ci fa sorridere come molte altre poesie di quest'autore sempre particolari. Piaciuta.

Clodiaf09045 gennaio 2010

originalissima questa poesia frizzante e con un che di verità, la figura di Spampinato è esilarante e nello stesso tempo induce a riflettere. Bella ed "educativa".

Kiaraluna5 gennaio 2010

Stranamente sono sempre stata contenta di non essere un... genio! Forse perché credo che la genialità farebbe furiosamente a botte con quel po' di follia che alberga in tutti noi. Brillante e originale, poesia davvero apprezzatissima.

Angela Rainieri6 gennaio 2010

Poesia originale e simpaticissima, ma con una verità di fondo da non sottovalutare... poiché è vero che dietro l'apparente genialità si nascondono sempre incomprensioni e sofferenze... Plausi di merito.

Anna Maria Scamarda6 gennaio 2010

Abbiamo esempi di geni che a scuola erano semplicemente dei mediocri. RD. Laing dice:"Noi pensiamo molto meno di quanto sappiamo. Sappiamo molto meno di quanto amiamo. Amiamo molto meno di quanto si possa amare. E così siamo molto meno di ciò che siamo". Un noto scrittore asserisce, ed io condivido pienamente: "Non serve disegnare il più bell'albero perché la maestra ti dia 10. Perché c'è un bambino che sa che quello non è un albero. Perché è caduto da un albero, lo ha intagliato, ne ha fiutato l'odore, si è seduto sul ramo di un albero. Così, ha preso i pastelli rosso, magenta, arancione, blu, verde e ha scarabocchiato il suo albero. Questo, è quanto dobbiamo fare". (Leo Buscaglia). Versi Condivisissimi!

Rasimaco7 gennaio 2010

versi che sotto un aspetto pacato e faceto nascondono argute verità... bella!

Rita Minniti7 gennaio 2010

Essenziali nell'esposizione e dall'argomento riflessivo, questi versi, ci accompagnano per mano, verso una considerazione più che mai reale. Spesso, è vero, chi a scuola sembrava poco propenso ad emergere si è ritrovato, invece, ad occupare nel futuro cariche di alto livello, mentre chi da "sgobbone" era lì seduto al primo banco a primeggiare, nella vita ha dovuto fare i conti con ben altro! Bellissimo testo, di grande spessore, arguto e pungente!