Uno sguardo malizioso
Maturo cinquantenne
t'affacciavi alla via
vestito sol di sole
e di piccole tenere parole
Giravi con le mani
arrotolate alle vetrine
le dita come spine
catturavano colori
Fiori spalancati
sembravano i tuoi occhi
la bocca raggranellava
il cieco vagar di nuvole
nel cielo azzurro
Serio m'apparivi
e un po' mi intimidivi,
parlavi della vita
d'ogni esperienza
in fasci di innocenza
Ma d'improvviso
incontro a te veniva
una ragazza,
lunghe le gambe
gazzella o impala di città
la gonnellina appena le copriva
mistero e desiderio di femminilità
Mutato t'è lo sguardo
e in un attimo ho veduto
che saggio t'è il cervello
ma il corpo, ragazzone
non è cresciuto
La tenerezza che m'hai
fatto, uomo canuto
è grande come il tuo cuore
che ancor m'è sconosciuto.
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Commenti (2)
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Daniela Pacelli6 gennaio 2010
Immagine molto reale di un umanitaà che guarda molto all'apparenza.
Rasimaco7 gennaio 2010
testo molto bello nella sua analisi realistica di una figura che ha lasciato un segno che induce alla riflessione

