Dorian

Nacqui nel millennio scorso da pochi ma onesti genitori. Scrissi la mia prima,orrenda, poesia all'età di otto anni e da allora non ho ancora smesso nonostante sia stato diffidato più volte. Scrivo in italiano ed in vernacolo livornese, in versi sciolti o legati alla metrica sui più svariati argomenti. Amo la satira,
Commenti (1)
"E la vita mortal, poi che la bella givanezza sparì, non si colora d'altra luce giammai né d'altra aurora"...non sbattere la porta, ma 'ndo vai? Dischiudila e vedi sulla via quella che tanto amasti, che interruppe per prima il dolce sonno, che comparve nel sogno che non c'era, che disegnò per te quella chimera per cui facesti a volo i cieli di Toscana. Fermala un istante e stai con lei a rinverdire i bronci, i balli ai compleanni, i regali dei 45 giri con su scritta la tua poesia d'amore. Non scendere in strada, ma non tornare indietro, stai così, sull'uscio, a cavallo tra il vero e la menzogna, la catalessi cara per cui il poeta sogna e non distingue la dolce giovinezza che si estingue dalla maturità che lo rampogna. Non chiudere la porta.

