Fugge il mio tempo
Oggi son fanciullo e vago
cammino tra vicoli stretti
angusti
palazzi che il mio sguardo di bambino
vede immensi
che nascondono alla mia vista il cielo
perduto tra la gente smaniosa
che mi corre accanto
cerco il calore di una mano amica
cerco tra il vociar convulso dei passanti
una voce di cui almen ne riconosca il timbro
oggi son vecchio e stanco
percorro a capo chino il mio sentiero
è aperto il cielo e corrono le nubi
ma non ho più la forza di tenere su lo sguardo
vorrei almeno sentir una qualsiasi voce
anche lontana anche sconosciuta
ma che il suo udir mi riportasse al mondo
e cerco sempre quella mano
di cui il calor si è perso
in un tempo assai lontano
quel giorno quando mi persi
tra i vicoli stretti del destino
e il vociar convulso della vita.
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L'autore
Turan
Commenti (1)
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Antonella Scamarda8 gennaio 2010
Un Tempo divorato dalla solitudine, che appare l'unica "morsa" gelata, che stringe la mano del poeta, che invano cerca di ritrovare, in un Mondo chiassoso e convulso, un po' di quel calore, un tempo conosciuto... Triste e bella... immensamente bella.

