Storia
Cigolavano i carri sulla breccia,
e il contadino seduto
come in trono
di fieno lasciava
una scia lunga
e d'erba,
Poi nulla. Dopo
il tuono correva
quella strada ad incontrare
erba sui tetti.
Abbandonati i campi
taciuti i casolari
gli anni fissi sui coppi
stanchi di licheni
fiori silenti
memoria relegata
in ragnatela.
Muri di stoffa
i miei vestiti
vecchi d'argilla
stemperata in acqua
a modellare
madonne di presepe
tristi
madonne frante in gola
dolore sbalordito
al cielo.
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Commenti (3)
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Moreno il Duca10 gennaio 2010
stupenda riflessione dove appaioni nitide le immagini che la poetessa trasmette dal cuore alla penna una poesia dove scorrono realistiche e veloci le sequenze come in un film... PIACIUTA
G
Gianni Marras10 gennaio 2010
Immagini di un lirismo davvero intenso, risvegliano malinconie bucoliche. E' un quadro splendido!
Antonella Avolio10 maggio 2012
Molto realistica, noti malinconiche dipinte in uno scenario che incanta

