Ella ya no estÁ
Sombras espectrales surcan
las dunas ardientes de Arrakis,
arrastrando tras de sí sed de amor
y un puñado de desilusiones.
Todo es tiniebla en su vasto universo.
Solo se oyen gritos ahogados
en la niebla del dolor.
-
Donde habitaba el amor,
solo queda un eco triste.
.
Nubes densas de egoísmo
le arrancaron el ser,
desvalijándole el alma
como a una mujer abandonada en la calle,
violada por la sombra una y otra vez,
hasta pudrir la sangre en sus venas abiertas.
.
¡Ser ruin, que con manos de mentira
quebraste los hilos de oro
que te unían a la fuente misma de la vida!
.
¡Sembraste falsedad
en cada paso que diste,
y hoy florecen heridas
donde debía haber ternura!
.
Tambores lejanos
retumban el adiós.
Lamentos y aullidos
anuncian la muerte:
tong, tong...
tong, tang, tang...
.
Ella...
ya no está.
Lo que fue, partió.
.
LEI NON C’È PIÙ
.
Ombre spettrali solcano
le dune ardenti di Arrakis,
trascinando con sé sete d’amore
e manciate di delusione.
.Tutto è tenebra nel suo universo infinito.
Solo si odono urla soffocate
tra la nebbia del dolore.
.
Là dove dimorava l’amore,
ora non resta che un eco di tristezza.
.
Nubi dense d’egoismo
le hanno strappato l’essere,
saccheggiandole l’anima
come a una donna lasciata per strada,
violata dall’ombra ancora e ancora,
finché il sangue marciva nelle vene aperte.
.
Essere vile, che con mani di menzogna
hai spezzato i fili d’oro che ti univano
alla fonte stessa della vita!
.
Hai seminato inganni
a ogni passo del tuo cammino,
e oggi fioriscono ferite
dove doveva nascere la carezza.
.
Tamburi lontani
rimbombano l’addio.
Lamenti e ululati
annunciano la morte:
tong, tong...
tong, tang, tang...
.
Lei...
non c’è più.
Ciò che fu, è partito
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L'autore
Arelys Agostini
Arelys Agostini, Italo venezuelana; è una poetessa "dilettante". Le sue poesie sono un viaggio attraverso emozioni crude e speranze tenaci, espresse con un linguaggio che danza tra passione, denuncia, introspezione, e il suo impegno nel denunciare le ingiustizie, senza perdere l’ironia. La natura è spesso presente nel
Commenti (1)
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Francesco Scolaro11 gennaio 2010
Poesia fantastica ma che è anche una denuncia all'incuranza dell'uomo che dove va porta scompensi e rovine.
