Innominabile
Berta - nata a Firenze l’8. 9. 1947, sono quindi una donna con una certa età, anche se oggi sembra che non si debba dire anziano sino all’età di 80 anni. Sembra buffo, ma l’età che sento di avere sono solo 33 anni, essendo il mio spirito molto giovanile ed allegro - anche se in alcune poesie può sembrare il contrario
Commenti (14)
il tempo cambia le persone, le rende comunque diverse. o è forse la nostra memoria che comunque deforma il passato, ciò che è stato. una bella introspezione, davvero interessante. bello lo stile, sempre raffinato.
Si sono persi tanti valori e c'è un decadimento morale che fa paura, le più esposte sono le giovani generazioni se nulla cambia.
Il dolore, come la goccia sulla roccia, erode l'anima e muta il nostro esternare. Versi amari e intensi, sentiti e apprezzati.
dolore una goccia continua che flagella il nostro corpo il nostro cuore ci fa morire dentro e con esso mutatano si trsformano i nostri pensieri e cadiamo nell'immoralità una grossa piaga della nostra società attuale che mette a rischio le future generazioni, una bella poesia
Tutto cambia, anche le nostre percezioni... e quelle negative divorano l'anima. Bellissima.
Dolorosa e molto intensa questa poesia lucidamente introspettiva, con una chiusa potente. Apprezzata.
Il dolore scava anche le rocce più dure, e la vita nulla gli concede. C'è sempre una delicatezza che incanta nei tuoi versi.
La vita cambia le persone come il mutar di stagioni cambia sugli alberi le foglie...
splendidi versi... purtroppo la vita si inasprisce portando solo disillusione e volgarità scartando il buono, il vero...
Il dolore corrode l'anima come la ruggine il ferro... Poesia profonda che invita a riflettere Piaciuta ed apprezzata moltissimo
Soffrire è vero ci tempra, ma ci fa anche cambiare, di conseguenza muta il nostro esprimerci. Versi amari imbastiti di intensa realtà. Poesia apprezzata
quante cose nella vita si evolvono e quanti nostri pensieri sono svaniti? dove sono gli ideali giovani? e tutto nel tempo cambia col trascorrere degli attimi, delle ore, dei giorni o degli anni... amarezza... ma nulla può... poesia molto bella che parla andando oltre il pensiero.
E' proprio quella terribile sensazione di camminare scalzi, lasciando impronte di sangue, mentre i nostri piedi si coprono di piaghe e di ferite profonde, lancinanti. E' quel dolore sordo, che preme sullo stomaco e ci impedisce di respirare... Allora, l'unico rifugio resta la follia, che anestetizza ogni sentimento e ci impedisce di osservare l'orogio, col suo tic... tac... implacabile metronomo del tempo che passa...
Con il tempo e con gli eventi cambiano le nostre sensazioni e i nostri pensieri, i sogni cullati svaniscono e sorge una fatalistica disillusione. Intensa e profonda. Stupenda.













