Ar Colosseo
So cinque mesi che ce provo
a venne sto coso chiamato Colosseo
l'ho comprato dar sor Gustavo
in cambio de n'o scampolo de museo
veniva poca gente a visità quell'imbrattar di tele
tutti i giorni me toccava bestemmià mentre lavavo
tanta fatica pe du spaghetti e un par di mele
che 'nculata allor pensai che gli tirai a Gustavo
ora so più secco de n'acciuga
dentro a cassonetti pe magna me tocca rosigà
e pur co 'r rischio de famme anche n'gabbià
la gente passa e ride come fossi matto
eppur non mi pareva d'esse così distratto
da ridumme pe potè campà a dovè venne la dignità
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L'autore
Turan
Commenti (2)
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Antonella Scamarda14 gennaio 2010
Questa è molto amara... comunque penso che la dignità la perde chi compra quella degli altri...
Saverio Chiti14 gennaio 2010
tristi e veri questi versi! oggigiorno per sfamarsi, a tutto dobbiamo rinunciare... anche a quel che più teniamo! rispetto e dignità a malincuore facciamo a meno, ma in fondo per cosa? più salgo in gerarchia, più disconosco quelle che furono le basi di vita mia! bella, sentita e condivisa.


