Frullo d'amore in amore
Così tornando, tenera, eccoti
contenuto clamore che ogni stretta sera
sali all'ampia notte di gennaio
l'epica delle lunghe pose
coi corvi delle chiome a recitarsi bagliori rauchi di luce
quel cra cra che fanno nelle mani. Le malelingue nella menzogna, i sapori
coacervi e le ali ripiegate sui tremori delle tempie
perché potessimo dirci: sappiatelo
non ci sono scritte nelle stadere di dio
che tormentino la differenza tra il peccato e
il suo piacere
come tra ceneri e il fuoco
che ci avvampa.
Così andremo, con gli altri, spenti.
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Commenti (1)
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Antonella Borghini Anto Bee14 gennaio 2010
parole che riconcorrono parole, in un susseguirsi di immagini e metafore. Versi sicuramente d'effetto. Da conservare. Decisamente bella.
