Anima velata (transfiguration de midons)

Anima, da diafano stupore
percossa, nuda ti mostri e gelosa,
tramite l'ombra che solo ti vela
ribadendo in rimbalzo il tuo respiro.
Segreta sospensione in differire –
rimanendo zavorra il sovrappiù –
implichi al seno: dono della grazia,
angelo, che al tuo cenno cresce e sazia.
Dolcezza dell'assenza, tra la carne
onusta di pensiero, cerco intessuta:
leggera filigrana, che smagliarne
cedevole l'ordito non sia dato:
evanescenza che incorporea volga
zitta la mente tua, germe di vita;
zitto neppur risuona, nel sommesso
apparir del crepuscolo che all'alba
duttile forma tace che figuro,
evinta in sinuoso intendimento,
lieve, celata in vago chiaroscuro:
l'alma sottesa a inessenziale soma.
Adunati i tuoi gesti in chiaro corpus,
sensualità traduci in puro idioma,
spirito che disserra senso, e vela
eburnea superficie ove si scorpora
nuda l'idea carnale d'un assioma.
Zefiro t'accarezza e chiedo ai sensi
anima incorporata che condensi.
©
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L'autore
Presnaghe
Sono nato a Roma nel millenovecentoquarantanove il sei di febbraio. Da sempre vivo a Cagliari: queste due città sono i luoghi del mio amore e della mia memoria. Mi cimento, con discutibili risultati, con la poesia fin dall’adolescenza. Credo nella forza della parola e questa forza cerco di far comprendere e di trasfond
Commenti (2)
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Elfo8915 gennaio 2010
meravogliosamente piacevole, musicale, ben costruita e decorata da un linguaggio forbitissimo e da immagini che lasciano nel lettore una sensazione di piacevole soddisfazione
Nadia Mazzocco15 gennaio 2010
É un travaso di emozioni... poesia intensa, profonda ed espressa benissimo. Applauso!


