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Amore 19 gennaio 2010 · lettura 1 min · 4256 letture

Spento

Giorgio Lavino 888 poesie pubblicate
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Una notte impietrita dalla mia presenza calò il sipario sull'esistenza di un dolce rifugio Spento era il mio sguardo smarrito nelle movenze di morte di un sogno che voleva liberarsi dal tormento di una notte infinita di rancori L'alito mio per salvare la ferrea passione s'infilò nell'aria con la forza di una formica che trascina da sola un sasso S'afflosciò poi e quasi un suono sottile balzò fuori dal silenzio spaventato dal mio cuore che si chinò e dondolò in un istante tra la vita e la morte E poi divenni l'uomo che sempre sono stato Spento senza amor Che dà luce Spento fino all'aurora che non verrà Un sole che t'infiamma la passione passa dimenticando la strada del ritorno
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L'autore
Giorgio Lavino

Credo che la mia voglia di scrivere più che un’esigenza intellettuale sia un bisogno fisico. Che nasce dalla consapevolezza di costruire un canale di comunicazione. La conversione di quello che mi passa per la mente in versi è un esercizio fisico più che della ragione. E’ dire nel lessico della narrazione poeti

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Commenti (6)

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Giovanna De Santis19 gennaio 2010

un sogno l'amore svanito... stato d'animo espresso in versi eccellenti ineccepibili poesia da lodare e conservare

Rosy Marchettini19 gennaio 2010

Canto triste per un amore che si è perso nella nebbia Versi mirabilmente scritti Letta con molto piacere e piaciuta tantissimo

Carmelita Morreale19 gennaio 2010

Parole che toccano nel profondo, bellissime e dolenti come a volte è l'amore, un sentimento che lascia sempre il segno, e qualche cicatrice. Particolarmente apprezzata la chiusa finale con l'idea di questo sole che accende la passione e, poi, quasi come una cometa, dimentica la strada del ritorno; un'autostrada a senso unico... Molto apprezzata anche per la forma fluida.

Francesco Luca19 gennaio 2010

versi molto raffinati ed intensi... un amore perduto tra le ombre della nebbia... la chiusa sublime la rende un capolavoro...è un piacere leggerti...

Danielinagranata19 gennaio 2010

Toccanti parole ...tristi ma molto belle spento senza amor... lacera il cuore ma c'è sempre una luce ad illuminare il buio splendida

Giorgia Spurio19 gennaio 2010

notte di pietra, pietra di cui è fatta la propria "presenza",e calò il sipario sull'esistenza. belle metafore... quando si spengono le luci e l'attore si trova solo sul palco del teatro, e ormai è calato il sipario, metafora che accompagna lo sguardo perso, disorientanto che guarda la morte e il sogno, che si vuol liberare dall'ossessione e dal rancore. continua il campo semantico delle pietre, e l'alito con forza prende sassi, come formica nell'aria, sasso che è la passione da salvare, quell'amore che fa barcollare tra vita e morte. e poi partono degli ossimori che parlano di quell'anima spenta e senza amore, che eppure è faro nella notte, che cammina in eterno nelle sua notte compagna... un amore spento... come un sole infiammato ma dimenticato.