La stanza segreta
claudia cafagna
105 poesie pubblicate
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seduta ogni giorno,
nella guardiola del palazzo.
le mani rosse e secche,
tornavano ogni mattina a
bagnarsi nell'acqua gelida.
il secchio, sempre quello,
afferrando lo straccio consunto,
pareva asciugarsi tra le sue dita,
tanto pratica era nel strizzarlo ben bene.
distrattamente si specchia sconosciuta
nei vetri ancora sporchi,
poi saluta timida quella signora ben vestita.
forse nemmeno l'ha notata,
tanto intenta nel suo cappotto di pelliccia...
e tra una spazzata e l'altra
torna con lo sguardo al vetro,
l'immagine che ne evidenzia il tempo andato,
come fosse mai passato
mette a nudo un identità inesistente.
e come una grossa mano,
arriva a stringerle l'anima
i capelli incolti arruffati, lunghi,
tra il nero di quella chioma,
una volta ne andava fiera,
quasi non ricordava più com'era,
ora sparsi fili bianchi come seta
il viso gonfio,
ha cancellato il volto d'un tempo,
lasciando il posto a una smorfia
di chi non sorride mai
una bambina scende frettolosa le scale,
ha sulla spalla
la cartella della scuola.
piano, cammina li dove è bagnato.
entra furtiva nella camera della portinaia
e scopre una stanza segretamente custodita.
piena zeppa di libri,
un regno dove mai perdere se stessa,
la donna la segue e sussurra una frase
di un celebre romanzo:
non importa quando si muore,
l'importante è ciò che fai in quel momento,
ed ella prima della sua ora era pronta ad amare.
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L'autore
claudia cafagna
Commenti (1)
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Mauro19 gennaio 2010
Non manca certo di fantasia questo acuto componimento. Molto delicato per certi aspetti ma crudo nella realtà di chi, specchiandosi in quel vetro polveroso, percepisce i "fili bianchi come seta". Veramente gradita la lettura, inaspettata e geniale la chiusa.

