Ghetto
Ho tarpato le ali alle mie inclinazioni.
Ho sacrificato il mio tempo nei miraggi dell'utopia.
Il vento ha portato con se i fiori più odorosi
senza che me ne accorgessi.
Il buio dell'incomunicabilità ha intessuto trame oscure.
Un dono immeritato mi ha iniziato alla preghiera
così da addolcire la sofferenza.
Mischiando la noia e l'impegno
ho formato l'estetica del comportamento.
Una torre da cui gettar via le colpe
troneggia nei miei sogni di libertà.
La luce abbagliante di questo Sole
cancella in parte le spigolose antinomie.
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Commenti (1)
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G
Gianni Marras19 gennaio 2010
Percorso umano, tra umane disillusioni, delineato con versi ineccepibili su una poesia che è un saggio d'esistenzialismo. I versi scivolano elegantemente ad ammantare un infinità di pensieri profondi. Seri, direi. E' una gran poesia che mi permetto di carpire.