Freni

Non scrivo diari, neppure privati. Meno che meno lo sono i miei testi. Qualcosa di me lo troverete, inevitabilmente, ma sono forme del pensiero che provano a sorpassare le mie per andare oltre.
Commenti (10)
...Amara... profonda, molto profonda è la tua anima, sensibile... Amara, non ci sono freni alla tua vena poetica... sai dare emozione. Grazie.
Una poesia che regala emozioni ad ogni verso. Davvero intensa e profonda la riflessione. all'autrice, sempre
Splendidi versi intrisi di sensibilità attenta che sce fuori sempre dal tuo poetare così particolarmente piacevole ed ammirevole. Bellissime le metafore di vita . Molto molto apprezzata. Applausi
profonda ed emozionante... un fiume in piena di poesia e sensibilità...
Fortemente evocativa e riflessiva; direi d'impegno, con il coinvolgere la prima persona e l'altra - di cui il binario, presumo - ad un maggiore equilibrio d'intendimenti (quindi quel "timore"). Notevole.
In genere non amo molto gli aggettivi in poesia, perché trovo che. per lo più, siano superflui e non aggiungano molto al testo. Se poi l'aggettivo è anteposto al sostantivo cui si riferisce, allora mi viene l'orticaria. In questo caso "camuffata libertà" "impari lembi" "sangue disgiunto" sembrano reminiscenze settecentesche (brrrr) Al contrario degli ultimi pubblicati, stavolta il testo non mi è piaciuto, anzi trovo che ci siano anche delle inconsistenze letterarie: "corro una camuffata miseria di quella che chiamo liberta", mi piacerebbe poi sapere cos'è "l'anossia del sangue disgiunto".
Non è la carne che lega ma l'anima .In questi versi (intelligenti) si legge tutto il conflitto interiore, la paura di lasciare solo il compagno di viaggio, forse perché lo si percepisce come persona fragile. I binari, i suoi incroci rappresentano il dilemma, la strada da prendere... sai il sangue non si disgiunge mai a volte le strade si dividono, ma possono essere anche parallele, vicine... forse bisogna solo capirsi, parlarsi. Un abbraccio
S'avverte il respiro intonato di una vita che fatica a correre sul suo binario. Contesta la sua libertà. Vaga perché inquieta. Critica tira calci ma s'avverte anche il bisogno di non sbarazzarsi facilmente dei vincoli che ha saputo creare e di non disgiungere il sangue. Accarezza amaramente l'anima questa poesia cruda e malinconica ma al tempo intrisa di dolcezza. Amara ovviamente.
Densa di significati e figure retoriche .Occorre una rilettura molto concentrata, per estrapolare i significati, ma alla fine, i versi bellissimi nella loro composizione, lasciando sublimare il loro denso contenuto. Ma la frase che mi fa sognare è "...corro una camuffata miserie di quella che chiamo libertà" che considero intenso verso, pregno di carico emotivo.
Mi ha emozionato questo dilemma sulla separazione che non è facile esporre liricamente e con tali metafore... "spazio binario" splendido! "E quell'"anossìa del sangue disgiunto" Pure! Rende straordinariamente l'idea di ciò che trema nell'anima dell'autrice. Apprezzata e condivisa particolarmente!








