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Uomini 21 gennaio 2010 · lettura 3 min · 3862 letture

Boccatorta (come eravamo)

Carlo Fracassi 469 poesie pubblicate
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"Boccatorta" era il decano nella sua professione, un vetturino con tanta passione, col suo cavallo ben addestrato sempre pulito, bello e strigliato. Era un tipo molto sanguigno, con la sua boccia di grande vitigno. Di notte alla stazione s'attardava a tutte l'ore nell'attesa di probabile avventore che col treno arrivava e lui se lo portava. Ma una notte di nebbia, gelida come d'inverno, era il primo novembre, la sua notte d'inferno. Prima di mezzanotte giungeva l'ultimo treno sulla ferraglia, poi tornava a dormire nella sua casa di paglia. Ed ecco s'avanza un uomo stranito senza fardello ma bene vestito, sfoggiante un lungo mantello foderato di rosso ed un nero cappello. "Mi porti alle Celle al numero 100, le pago la corsa col supplemento." "Mi scusi Signore ma è fuor di città e con 'sta nebbia non ce la fa, non si vede niente non vorrei che il cavallo facesse incidente." "E' a mezzanotte che devo arrivare, mi porti là presto, non posso tardare!" Al che Boccatorta pensò all'interesse e lo fece salire sul suo calesse, dicendo fra sé: "Adesso gli chiedo 2000 lire voglio vedere se ha niente da dire." Arrivati alle Celle al numero 100, il postiglione rimase sgomento davanti alla cancellata del cimitero, vecchio maniero d'anime morte, che il 2 di novembre le vuole risorte. L'avventore da sotto il mantello estrasse un pezzo da 10000 lire con una lentezza che parea d'impazzire. "Ecco il suo resto e grazie Signore!" Una campana batteva lugubri ore. "Tieni pure mio caro, dove io vado non serve denaro!" E quell'uomo nel suo mantello, ch'appariva più smunto e più snello, sparì nella nebbia oltre il cancello. Boccatorta rimase quasi stecchito, non per il freddo ma per il sentito. Frustò la sua povera bestia per fuggir da quella nera sorte, certo d'aver visto in volto la morte. Giunto a casa prese uno specchio guardandosi in faccia, se della paura c'era ancor traccia, solo i capelli un po' incanutiti, non più rossa la pelle ma smorta e la sua bocca sempre più torta. Ai colleghi raccontò l'accaduto ma d'alcuno fu mai creduto. Chiese, allora, se l'avevan visto partire con l'uomo del mantello. "Sì" gli risposero tutti in coro e dissero che parlava da solo, facendo pure l'inchino alla sua bottiglia di vino.
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Correva voce che i colleghi avessero voluto fare uno scherzo a Boccatorta, dicendo, poi, che raccoglieva anche i morti pur di far soldi, visto che in assenza di un regolamento se ne stava lì giorno e notte per far non farsi scappare nessuno. Ad ogni buon conto, seppur ancor vigoroso ma di una certa età, Boccatorta di lì a poco non fece più la notte alla stazione ma al calar del giorno si ritirava col suo cavallino e sottobraccio la solita bottiglia di vino. (Gennaio 2010)

L'autore
Carlo Fracassi

Sono orso e socievole, allegro ed ombroso, romantico e cinico. Nella vita non si ama una volta sola ed ho una speciale vocazione per l’amore platonico. Cerco ancora la donna del sogno ma l’aspetto senza uscire di casa. Inizialmente, scrivevo solo per amore, oggi lo faccio per ammazzare il tempo, sperando di prendere

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Commenti (13)

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Salvatore Ferranti21 gennaio 2010

ho assaporato la tua poesia, dal primo all'ultimo verso. una vera meraviglia, un pezzo di storia trasferito sulla pagina. sei un grande maestro. mi inchino alla tua indubbia bravura.

Veleno21 gennaio 2010

Una splendida storia che ha dei risvolti di riflessione ...descritta magistralmente lascia immagini tangibili, palpabili... immersi nella nebbia della sua stessa narrazione . E' una scrittura di indubbia capacità narrativa. Splendida

Silvia De Angelis21 gennaio 2010

Narrrativa, espressività e riflessioni imprimono intenso pregio a questi particolari versi elaborati davvero con molto stile Lirica apprezzata

Kiaraluna21 gennaio 2010

Racconti da notte delle teghe, ch anch'io ricordo d'aver sentito da bambina, storie che facevano battere il cuore e sgranare gli occhi. Davvero un bel componimento, un poema quasi... che si fa leggere con immenso piacere fino all'ultimo verso.

Antonella Bonaffini21 gennaio 2010

Hai notevole capacità espressiva che affiora in questi splendidi versi che ho letto con molto piacere.

Moreno il Duca21 gennaio 2010

un racconto molto bello vissuto con la maestria dell'autore nella sua intensa versione di storia non tanto lontana capacità comunicativa non da poco, riesce con lo scritto a coinvolgere direttamente il lettore, bellissimo brano narrativo apprezzato

Angela Rainieri21 gennaio 2010

Racconto intenso ed originale, scritto con grande maestria ed espressività, che cattura l'attenzione del lettore fino alla chiusa... Incantevole, letto con vero piacere e apprezzato tantissimo.

Rita Minniti21 gennaio 2010

Un racconto in versi, magnificamente esposto, espressivo. Si fa leggere con speditezza e grande interesse. Ogni strofa cattura l'altra con ogni sua parola, con ogni sua espressione che viene dipinta pregevolmente. E' un piacere leggere certe composizioni, fanno sorridere e riflettere... fanno star bene l'anima. davvero!

Berta Biagini21 gennaio 2010

Da non credersi, una lettura che incolla alla sedia sino alla fine donandoci anche spunti per riflettere – letta con vero inetresse e piacere.

Cuccu Anna Maria21 gennaio 2010

Avvincente e quasi da brivido. Molto originale e suggestiva. Apprezzatissima.

Daniela Pacelli21 gennaio 2010

Poesia lunga ma di lettura che scorre meravigliosamente. Narrazione, sentimento. Apprezzata

Rasimaco21 gennaio 2010

poesia che qualcuno potrebbe definire a scopo didattico... ma è proprio in questo il pregio della composizione oltre che alla indubbia maestria nell'uso dello stile e nella massima cura del lessico.

Carla M Casula25 gennaio 2010

Notevole chiarezza espositiva ed espressività in questi versi davvero coinvolgenti. Piaciutissima!