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Uomini 23 gennaio 2010 · lettura 3 min · 3959 letture

Il becchino (come eravamo)

Carlo Fracassi 469 poesie pubblicate
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Mio padre raccontava dell'Ossicini, collega in ferrovia che dopo trent'anni, né per gioco o per malia era ancora manovale. Era omone grande e grosso ma balbuziente a più non posso; di forza erculea e bevitore, due metri circa la sua stazza, mai ch'avesse avuto una ragazza. Aveva gambe e braccia da orango, pareva una giostra volante a ballare il tango. Larghe spalle, collo taurino, in una notte di baldoria si scolò una mezza botte di vino. Tante furon le avventure sue che raccontarle tutte ci vorrebber vite due. Ma la più bella che vi voglio qui narrare è che l'Ossicino, senza mai il becco d'un quattrino, per lo stipendio arrotondare il becchino era il suo fare. A quel tempo era costume i morti vegliare in sacrestia, con pochi spiccioli gli eredi incaricavano qualcuno e così sia. Sicché quella sera l'Ossicini, già alticcio, mamma mia, arrivò accompagnato dal compare Scatassi in sacrestia. Questi non era uomo di mestiere, ma solo disoccupato e malandato che poi andava a bere all'osteria. Per passar la notte, non a torto, portaron seco ogni gener di conforto donato dai parenti generosi e riconoscenti: porchetta, piada e salamino, pollo arrosto e pecorino, faraona, storni e fichi, di Sangiovese sei litri. Tabacco quanto basta e le carte nella tasca per ammazzar la notte dura; questo solo, fu lor cura. Misero tutto sul tavolo vicino al catafalco ed al mangiar diedero l'assalto. Finita la cena e l'ennesima partita, anche il vino era finito, per Aita! Allora l'Ossicin disse all'amico: "A vagh a to' un pera ad boci, isé am sgranchés agl'osi" (vado a prendere un paio di bottiglie così mi sgranchisco le ossa) Ma lo Scatassi suggestionato dall'ambiente, col terror di rimanere vicino al morto, anche qui non gli si può dar torto, rispose che sarebbe andato lui stesso immantinente, a casa a riempir il recipiente. Al nostro eroe la cosa non passò inosservata e maturò un'idea geniale, della sua vita la più gran bella trovata! Prese la salma, l'adagiò seduta in confessionale e senza pensar che la cosa potea far male, si distese nella cassa, reprimendo la sghignassa. Tornato l'amico d'avventura, trafelato per la corsa e la paura, vide il compare seduto nell'oscurità del confessionale e gli porse un gran boccale. Vistolo immobile e credendo che volesse fingersi morto gli disse: "Dai bév, nu fa' e pataca!" (Dai bevi non fare il fesso) Contemporaneamente l'Ossicini s'alzo a mezzo busto dalla bara e, con voce tetra e amara, rispose: "Si'n bév lò a begg me!" (Se non beve lui bevo io) Allo Scatassi gli prese un colpo secco... cadendo a terra si ruppe del naso anche il becco, e superfluo dire, ci volle del bello e del buono per farlo rinvenire! Da quel giorno il poverino alle mani un tremolio ebbe e gli venne anche la febbre. Cominciò a balbettare più del suo compare. Chissà se fu la paura oppure il vino? Nessuno mai lo seppe, ma quando incontrava L'Ossicini, urlava: "Pape Satàn, pape Satàn aleppe!"
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Fra i miei ricordi manca qualche tassello, ma è garantito che la storia proviene da mio padre, collega dell'Ossicini e compagno di bevute. L'Ossicini era del 1878, perché mio padre diceva d'aver 20 anni di meno. Nel tempo ho potuto constatare storie simili raccontate nelle varie regioni, ma credo che proprio lui sia stato il generatore dello scherzo, diventato poi leggenda metropolitana o emulato successivamente da altri. L'unica cosa che ho aggiunto alla storia è la chiusa ma si sa che ognuno raccontando aggiunge qualcosa di suo... Ovviamente i veri nomi dei personaggi sono altri.

L'autore
Carlo Fracassi

Sono orso e socievole, allegro ed ombroso, romantico e cinico. Nella vita non si ama una volta sola ed ho una speciale vocazione per l’amore platonico. Cerco ancora la donna del sogno ma l’aspetto senza uscire di casa. Inizialmente, scrivevo solo per amore, oggi lo faccio per ammazzare il tempo, sperando di prendere

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Commenti (9)

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Salvatore Ferranti23 gennaio 2010

con le tue poesia, ci stai facendo conoscere un intero mondo... immerso nel passato e nella tua mente... davvero bella, anche questa, da leggere e rileggere...

Moreno il Duca23 gennaio 2010

bravo questa è una poesia veramente fantastica sia per il testo che per il contenuto molto spassoso piaciuta tantissimo

Berta Biagini23 gennaio 2010

E' proprio il caso di dire "Una poesia al giorno, leva il medico di torno" – l'autore con queste sue riesce a farci dimenticare tribolazioni che sempre riempiono le nostre giornate, un vero toccasana che ha lo stesso effetto di una pasticca - non si può che ringraziare.

Angela Rainieri23 gennaio 2010

Storie d'altri tempi descritte in modo originale e magistrale che rendono gradevolissima la lettura... Piaciutissima.

Danielinagranata23 gennaio 2010

...ci volevano questi versi così originali e mordaci... si leggono d'un fiato e si assaporano davvero bella

Rita Minniti23 gennaio 2010

Una descrizione dettagliata, che risulta molto interessante e carinissima, dove l'autore dimostra grande dimestichezza con la lingua. Il pensiero che lo porta a scrivere questa narrazione, diventa man mano sempre più incalzante, dando al lettore la possibilità di immergersi con curiosità in quel che poi, risulterà, un capolovoro di racconto, che in versi viene narrato con immensa scioltezza e dove l'avvolge un sorriso che non fa male, anzi fa rinascere. Un sorriso a piene mani che ci catapulta in un passato a noi del tutto sconosciuto e che l'autore, mirabilmente, ci racconta con sagace bravura. Poi... l'espressività, in esso contenuto, è magnifica, nonché pregevole nella forma e nell'argomentazione.

Simone Bello24 gennaio 2010

Davvero originale, ricca di particolari che man mano trascinano il lettore all'interno della narrazione dove assiste attento alla vicenda tra l'Ossicini e Scatassi. Apprezzata molto.

Gabry Salvatore24 gennaio 2010

Una storia che ci riporta al passato, con originalità e bravura versi molto ben espressi. Molto bella

Daniela Pacelli25 gennaio 2010

Affascinante storia che sa si vita. Molto affascinanti questi versi descritti nel dettagli oin una lettura scoreevole e piacevole. Bravo!