Trovarsi, perdersi
Maurizio Melandri
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E sia...
dopo lunga circumnavigazione delle nostre anime
risalimmo la corrente delle imperfezioni esistenziali.
Come ancestrali presagi di buona sorte
ascoltammo voli di uccelli migranti
alleggerire il tramonto.
Dimenticammo pesi terreni
per ascoltare la melodia del vento
dispiegarsi dinanzi ai nostri desideri.
Ci prendeva per mano
alleato di furtivi messaggi.
Costeggiammo felicità di cuore
al largo del faro dell'isola magica
lambita, sottile, di eterea bellezza
appariva luna ai nostri sguardi ammirati.
Prendemmo strada
ci incamminammo
verso sorgente di verità
costeggiando deserto assolato
restii ad abbandonar mente
per scarsa dimestichezza con l'oblio.
Assoluto cercammo
sotto forma di sensi infuocati.
E sia ...
immaginarla la resa non l'ha resa meno amara
troppo celeste il nostro viaggio
due ali non fanno un volo.
©
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L'autore
Maurizio Melandri
Si può definire quello che si é usando parole più o meno appropriate, termini anagrafici e sociali che tratteggino il proprio inserimento in questa società od il malessere di viverci... Poi c'è un modo più sottile e veritiero di descrivere quello che si é ed è rappresentato dal proprio mondo interiore, dalla prop
Commenti (1)
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Duilio Martino27 ottobre 2011
Credo che l'autore si riferisca ad un suo primo approccio all'oblio... molto bella quasta lirica... Restano comunque sempre scolpiti nella mente certi momenti dolci che segnano, seppur nella loro inconsistenza pratica, l'inizio della vita... Molto bella!

