Si Scende
Andrea D’Alfonso
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Si scende Signori?
Al capolinea siamo arrivati,
non più fermate a noi davanti
niente più strade, semafori,
incroci, pericolo
incombe a lambire
i contorni di una vita progettata
su binari paralleli,
che mai ci fanno incontrare.
Scendere prego.
Andate avanti da soli,
che non c'è più strada per gli incerti
passi, d'ora in poi
si procede a braccio,
neanche la luce vi indicherà
la via, sarete voi a farvi la vostra
e attenti a non sbagliare,
che non abbiamo una corsa
di ritorno, solo andata
verso lo spazio:
e tu non lasciarmi,
a costruir la strada, non scender mai giù
tu dal cielo la sera,
senza che possa sentir le mani
che tengano ferme queste
mie tremanti,
a rincorrere un treno che
non fa più fermate, perché sei tu
l'ultima dove io per sempre scenderò.
©
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L'autore
Andrea D’Alfonso
Chi sono io non lo so, è una vita che mi sto cercando, so fare tutto e non so fare niente. Ma nello scrivere trovo un pò me stesso, nelle poesie entro in contatto con la mia anima e mi metto in relazione con il mondo, con la vita. Nelle poesie che scrivo perdo e ritrovo me stesso, e con esse mi dono. Cercatemi in una
Commenti (2)
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Angela Rainieri26 gennaio 2010
Ultima fermata per un percorso di vite parallele che aspirano a toccarsi in quel viaggio metaforico di sola andata... Profonda e incisiva, bellissima e apprezzata.
Alfredo Mercutello27 gennaio 2010
non c'è più strada per gli incerti il coraggio di cambiare forma, stato, essenza le situazioni della vita cambiano ed anche noi con esse meglio ingegnarsi


