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Sociale 26 gennaio 2010 · lettura 1 min · 2846 letture

Polvere (a Napoli)

Claudio Giussani 677 poesie pubblicate
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Polvere sottile caduta stamani, colora la strada di grigio e di rosso. Cammino, mi fermo, c'è gente che scappa. Poi son distratto da qualcuno caduto, lo guardo, rivolto, non parla più e ancora dall'alto la polvere grigia, tra pozze di rosso, teloni e coperte. Son solo, mi chino, lo scopro, poi urlo, mi vedo, sono io... e... non parlo più
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Claudio Giussani
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Commenti (4)

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Nemesis Marina Perozzi26 gennaio 2010

E' terribile non riconoscersi più, essere così tanto indifferenti a se stessi da non accorgersi del proprio malessere... Aver gettato la spugna senza averlo capito, essere già morti e non averlo deciso...

Vivì27 gennaio 2010

Molto triste e toccante questa poesia. Mi ha fatto rabbrividire. Certo si trattava di un incubo quello descritto dall'autore. Voglio sperarlo per lui.

a volte è veramente difficile restare coerenti con se stessi. Mi perdoni l'autore se non ho capito, ma è questo che io ho visto; scoprire una parte di noi che muore ed arrendersi nel silenzio. Piaciutissima

Ela Gentile8 febbraio 2010

E', per la verità, la seconda poesia che leggo di quest'autore e devo riconoscere che mi piace ed è sempre originale nella chiusa, sorprendendo il lettore e spingendolo alla riflessione. Molto apprezzata.