Muladhara

Gravide patine di catalessi
scheggiano invano la mia cella scura,
prendono in mano gli umidi sessi,
accarezzandoli, senza premura.
In primavera l'arte e le messi
son rigogliose, senza misura,
i baci voraci son sempre gli stessi,
ma nuovo è il conforto, nuova è la cura.
Dalle tue labbra mi nutre il respiro,
danza col sacro profumo del thè;
il vortice d'aria mi rende fachiro:
saggio è quell'uomo che evade da sè!
Sale l'amore dai piedi ai capelli,
scende nel ventre, poi l'onda ci abbraccia:
cantano viole e violoncelli
e la luna ci mostra l'altra sua faccia.
Poi implode, scompare e diventa fatato
il magico odore di litri d'assenzio,
di redenzione senza peccato,
fino al silenzio.
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L'autore
Elfo89
Commenti (1)
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Maurizio Melandri26 gennaio 2010
Odori mistici e sensuali, la lontana India. Muladhara o primo chakra é la nostra madre, il luogo ancestrale da cui veniamo. Muladhara é il diritto di vivere, la fiducia verso il nostro sé autentico.

