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Introspezione 28 gennaio 2010 · lettura 1 min · 6716 letture

La porta del silenzio

Maurizio Melandri 424 poesie pubblicate
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Ho lasciato in un angolo il brusio scomposto della frenesia quotidiana il rumore che assorda la mente Ho varcato questa porta silenziosa di notte oscurando i lampioni della memoria Abbandonato a me stesso all'incontaminata sensazione di vita autentica senza maschere da indossare per la cerimonia Perso in quella cellula di luce vivida ho abbracciato l'universo In profonda meditazione appeso ad un filo d'argento collegato all'infinito mi specchio nell'essenza. Libero nell'impermanenza
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" Nell'occhio tuo ho guardato di recente, o vita. E mi é sembrato di sprofondare là dove non c'é fondo " da " Cosi' parlo' Zarathustra ".

L'autore
Maurizio Melandri

Si può definire quello che si é usando parole più o meno appropriate, termini anagrafici e sociali che tratteggino il proprio inserimento in questa società od il malessere di viverci... Poi c'è un modo più sottile e veritiero di descrivere quello che si é ed è rappresentato dal proprio mondo interiore, dalla prop

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Commenti (3)

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D
Dalassa28 gennaio 2010

L'intima descrizione del contatto con sè stessi e della capacità di raccogliere la propria interiorità nei momenti di prezioso silenzio mi lasciano estasiata. Il risentire lo spirito libero che viaggia nel tempo infinito è assoluta capacità di pace interiore. Versi che mi suscitano viva emozione!

Doraforino28 gennaio 2010

L'autore ha ben delineato il distacco dala quotidianità...e nel silenzio della notte, abbandonarsi a se stesso per percepire una cellula di luce collegata all'infinito. Descrittiva e condivisa.

Rossella Gallucci28 gennaio 2010

E' quando riusciamo ad estraniarci dal mondo, a ritirarci nel nostro io che ritroviamo la vera essenza, stabilendo un sottile legame con l'universo ... E allora ci sentiamo veramente liberi. Totalmente condivisa e sentita. Bellissima