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Comicita' 28 gennaio 2010 · lettura 3 min · 3884 letture

La ballata di Lorenzo Tornabuoni, nostromo (come eravamo)

Carlo Fracassi 469 poesie pubblicate
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Attempato e taciturno, Lorenzo non era certo uomo diurno. Andava al bar solo d'inverno, mentre d'estate alle barche in sul porto facea governo, perché per tanti anni fu nostromo provetto su regie navi militari. Persona rozza ma di rispetto la sua vita fu assai dura che il destin volle per iattura arruolato volontario nella Repubblica Sociale ed ora, ormai più niente gli potea far male. Dunque, dicevamo che al bar si recava all'imbrunire, un amaro Zara era il suo comandare, che, centellinando a non finire, durava tutta la nottata fino al suo tardi ire. Era un bar di giocatori, ciarlatani e vitelloni gli avventori. Lui, al suo tavolo in penombra, sembrava seduto ad un loculo di tomba. Guardava in silenzio giocar al biliardo goriziana buttando l'occhio al passar di qualche giovane sottana. Già Vi raccontai, in una mia, lo scherzo che facemmo ad un bulletto di periferia. Ci serviva quella sera una comparsa e coinvolgemmo il Lorenzo nella farsa, per recitare davanti ad un di Camaiore, ch'era stato suo superiore e, che nel lazzo era giudice istruttore a Caldonazzo: "Nostromo Lorenzo Tornabuoni della corvetta di Sua Maestà, bla... bla, comandi Signor Tenente, Eia, eia, alalà!" Ma gli attori furon tanto convincenti che il nostro non poté fare altrimenti quando l'ordine provenne, con voce impostata e solenne, dal suo già Tenente di vascello: "E' scoppiata la rivoluzione, domattina alle quattro vieni sulla palata del porto, in divisa e armato che c'imbarchiamo per la vittoria." Questi rispose: "A noi!" E di rimando: "La gloria!" Fu così che l'eroe nostro si recò puntuale in quel posto ma passavano le ore e fattosi ormai giorno la gente cominciava a ronzargli intorno. Nel vederlo così bardato fu lì lì per esser malmenato ma lui ritenendosi assai astuto, e persona di gran fiuto, fece finta d'esser muto, indi, si spogliò in grande fretta, affagottò il tutto ed inforcò la bicicletta, mentre il mandante ed i compari mimetizzati fra gli scogli disser che la rivoluzione era rimandata, ma il prossimo appuntamento sarebbe stato, sempre lì, sulla palata. Si dice, infine, che più volte fu allertato e che sempre puntuale, là s'era recato ma con l'una o l'altra scusa il colpo di Stato fu sempre rimandato. In conclusione, fece come il palo della banda dell'Ortica, era guercio e non ci vedeva quasi più, ma un bel giorno la polizia prese tutti senza fare gran fatica, prese proprio tutti, fuor che lù.
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Per riprendere il filo dello scherzo si fa rimando alla precedente poesia "Un bullo di periferia" e relativa nota. In questo caso si tratta di continuità della burla, mentre se ne gestiva una se ne inventava un'altra. Ovviamente i nomi dei personaggi, titoli professionali e località sono di pura fantasia, mentre i fatti qui raccontati sono un poutpourrì di alcune bugie e molte verità.

L'autore
Carlo Fracassi

Sono orso e socievole, allegro ed ombroso, romantico e cinico. Nella vita non si ama una volta sola ed ho una speciale vocazione per l’amore platonico. Cerco ancora la donna del sogno ma l’aspetto senza uscire di casa. Inizialmente, scrivevo solo per amore, oggi lo faccio per ammazzare il tempo, sperando di prendere

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Commenti (5)

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Moreno il Duca28 gennaio 2010

bellissima sono ancora con le lacrime, agli occhi grande farsa e grande scritto molto visivo e sonoro inchino al poeta

Angela Rainieri28 gennaio 2010

Una simpaticissima burla ben descritta e di gradevole lettura. Piaciuta e apprezzata tantissimo.

Danielinagranata28 gennaio 2010

ironica e goliardica... si pone in un quadro di riflessioni e pensieri, molto originale e simpatica apprezzatissima

Rita Minniti28 gennaio 2010

A dir poco incantevole, questa tua, che si è fatta leggere tutta d'un fiato e senza nessun tentennamento. La descrizione dell'accaduto è raccontato con sagace bravura e ironica espressività, mentre l'ispirazione è geniale! Semplicemente meravigliosa, dove ogni verso risulta ben costruito e ben amalgamato fra loro, con quel pizzico di ritmo che non dispiace affatto. Quindi, non può che ritenersi davvero, una chicca!

Rasimaco29 gennaio 2010

effettivamente in questa "breve" ballata il poeta si abbandona a descrizioni straordinariamente ricche ... e la sua verve in questi versi riesce ad aprire una panoramica sulla sua grande capacità espressiva...