Ricordo

Nella tua fragilità
mi sono rispecchiato
ed in quella forza apparente
ho scovato le radici comuni.
In quel modo di mostrarti
ho riconosciuto
il bisogno di attenzioni,
la richiesta d’amore
e mi sono perso in te.
Le paure,
come cani rabbiosi,
ti braccavano
e tu per sfuggire ai morsi,
ti rinchiudesti nella torre antica.
Io cavaliere scalcinato,
senza più gloria, ne armi,
tra rovine e giacigli di paglia
t’inseguii nella nebbia
...e ci siamo persi.
In quel destino asincrono
appena accarezzato,
in quel corpo
privato del suo sangue,
sopravvisse eterna
l’essenza della tua assenza.
©
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Commenti (1)
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Mario Bugli29 gennaio 2010
Solo gli amori persi, sopravvivono con la stessa intensità, perché un'umana debolezza è quella d'amare sempre più intensamete chi non c'è...l'assenza esalta l'essanza e così "la principessa solitaria" ed il "cavaliere scalcinato" forse si cercheranno solo nel ricordo... molto bella!

