Le bestie e gli animali

Tornava un lupo a casa col bottino
e un suo fratel: non molto fa mi ha detto
un uomo che ho incontrato sotto il pino
che il furto è gran peccato e maledetto.
E quei meravigliato: chi mi nomini?
ti sbagli forse, tu sentisti male,
dicesti un uomo? testè fui presso gli uomini
lo sai che è l'arte loro principale?
Noi rubiamo uccidiamo all'occorrenza
per fame solo non per recar danno
eppoi noi non abbiamo intelligenza
un'anima immortale, mentr'essi hanno.
In mezzo a lor non ti trovasti mai?
Che belle usanze, scannansi tra loro
per la stupidità creano guai
per ammucchiar danaro e per lavoro.
Ognun gareggia a strugger l'opra altrui
e i più famosi chiamansi civili!
Anime nere, tristi, visi bui
potrai veder e disonesti veri.
Tu dei saper che quando il Padreterno
s'accorse che sbagliato avea creando
simili bestie a cui neppur l'inferno
tremar facea, allora sì cercando
corse ai ripari creando noi animali
sperando che imparasser qualche cosa
vedendo i nostri costumi leali.
Tutto fu vano e più udirli non osa.
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L'autore
MariaGiovannAìnoRusc ito
Architetto-non-Architetto, Web Graphic Visual Designer. Appassionata, da sempre, alle arti. Dipingo? Per diletto. Espongo i miei dipinti? L'ho fatto poche volte. Pratico sport? Certamente. Il mio nome? Maria Giovanna Ruscito. L'età? 47 anni. Scrivo poesie? Per ardente passione. Giana
Commenti (1)
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Francesco Luca30 gennaio 2010
una poesia estremamente profonda, già sarrebbe bene imparare qualcosa dagli animali che hanno più purezza di noi stupede bestie con un cervello fasullo e arogante... apprezzatissima... come sempre
