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Sociale 31 gennaio 2010 · lettura 1 min · 5330 letture

La colt di Pecos Bill (come eravamo)

Carlo Fracassi 469 poesie pubblicate
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Ogni giorno andando a scuola mi fermavo, spiccicando il naso, su quella vetrinetta del tabaccaio: una pistola da cow boy di lucente argento stava lì in bella mostra. Ci voleva un capitale per comprarla! Ogni giorno la tenevo d'occhio e mi sembrava sempre più risplendere. Soldo su soldo misi da parte la somma occorrente e intanto s'era fatta primavera. Finalmente entrai in negozio e chiesi di quella pistola ch'era in vetrina, visto che al suo posto c'era una bambola di pezza. "L'abbiamo venduta proprio stamattina" Mi rispose la tabaccaia. Qualcuno più fortunato era riuscito a risparmiare più velocemente di me. Rimasi sempre con quel desiderio mai appagato: la colt di "Pecos Bill". Quando oggi chiedo a mio nipote cosa desidera in regalo, la sua risposta è sempre la stessa: "Nonno, non lo so".
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Se non hai più desideri smetti anche di sognare...

L'autore
Carlo Fracassi

Sono orso e socievole, allegro ed ombroso, romantico e cinico. Nella vita non si ama una volta sola ed ho una speciale vocazione per l’amore platonico. Cerco ancora la donna del sogno ma l’aspetto senza uscire di casa. Inizialmente, scrivevo solo per amore, oggi lo faccio per ammazzare il tempo, sperando di prendere

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Commenti (5)

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Danielinagranata31 gennaio 2010

I bambini di oggi hanno già tutto e non sanno scegliere non sono come noi che con il naso dentro ad una vetrina desideravamo e sognavamo la tua poesia mi ha fatto andare indietro nel tempo immagini dal sapore antico emergono da ricordi rimasti indelebili nel cuore e nella mente... il nostro passato di colpo riemerge davvero molto bella e sentita

Nemesis Marina Perozzi31 gennaio 2010

Vivo a contatto con i bambini ogni giorno. Sono perennemente annoiati, senza entusiasmi, senza la voglia di quei piccoli sacrifici che occorrono per ottenere ciò che si desidera. Le loro famiglie allargate si contendono il loro affetto concedendo di tutto e di più, in un'assurda competizione per farsi dire a chi vogliono più bene. Intanto loro crescono senza lottare, come tante oche da ingozzare... di regali inutili di cui non sanno che fare.

Rita Minniti1 febbraio 2010

Quanta verità in questi versi che, con nostalgici ricordi, si snodano su una strada che in tanti si sono trovati a percorrere. E' vero che spesso questi sogni s'infrangevano, per la mancanza dei soldi, ma è vero anche che se, si rusciva a raggiungere il bene desiderato, si era felicissimi! Pensieri sentiti, evocativi scritti con bravura... Proprio bella!

Rasimaco1 febbraio 2010

molto significativa, degna di menzione... è una poesia che dice tutto sulla nostra società attuale.

Angela Rainieri1 febbraio 2010

Dalla lettura di questi bellissimi versi emerge un confronto generazionale non indifferente... I bambini di oggi hanno tutto e subito e non riescono ad apprezzare i sacrifici piccoli che occorrono per appagare un desiderio... Apprezzatissima e condivisa, oltre che da fiocco.