L'odore del tempo
Marco Zuffo
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Frullato di pasta scotta
e una forma di ricotta appoggiata,
gialla quanto il marcio dentro al tinello.
Sposto il bidone dall'armadio
e cade dal piatto un fuscello.
mi appoggio alla spalla del carretto
e viaggio spingendo fino all'ultimo tratto.
Gratta un panetto secco
e mugola un uomo distratto
mentre tocchi un morto con disgusto.
Fracassi un ritratto stinto sul pianto ed il vinto.
Ma tanto al ritorno la testa ti brilla
è all'inizio che hai visto,
sentito il tonfo del profumo del tempo ...
Un botto!
In quel sogno la luce scorreva a rilento
e le macchie di foglie pulsanti sul fondo del tetto
gracchiavano musiche e affetto.
Unico tutto espresso a tratti dal diletto d'aver tempo
mi vedi attento,
ma scorgi un piccolo anfratto ritratto
e accorci ogni passo d'un miglio,
creando scompiglio in un posto inadatto.
Le mani hanno fatto tanto
ma vedo il gatto affranto e me ne dolgo
per questo tolgo dal sacco la merce inadatta
e scarto la parte torchiandone il succo.
Pace fatta intavolando il piano segreto
evitando il divieto e vivendo un minuto
si fa minuto
e allerta ancora il fiuto
cercando a vuoto il ricordo
d'un altro passato.
©
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Marco Zuffo
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