At ho pirs
A t'ho pers quant a panseva d'aveit,
e ades, ca t'ho persa,
un m'è armast piò gnint
ai so armast me
i mi dop mezdè svoit,
che prema invizi j'era pin ad te
e e mi telefan, murt,
che prema t'fasivti sunè sempra,
e u jè armast un stroc ad vita,
le, in te mez d'la streda,
sot a l'acqua, sot la neva,
sot e giaz,
cl'aspeta te,
che t'agn i sii.
TRADUZIONE
Ti ho persa quando pensavo di averti
ed ora che ti ho perso
non mi è rimasto più niente.
Ci sono rimasto io
i miei pomeriggi vuoti
che prima erano pieni di te;
il mio telefono, morto,
che prima facevi squillare sempre
e c'è rimasto un pezzo di vita
lì, in mezzo alla strada,
sotto l'acqua, sotto la neve,
sotto il ghiaccio,
che aspetta te,
che non ci sei...
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L'autore
Toninodlazambela
ho 16 anni, vivo a casenatico, la città piu bella del mondo e scrivo in romagnolo perchè la considero la mia lingua madre. quello che scrivo nelle mie poesie non è mai inventato rispecchia la realtà: fatti realmente accaduti e sentimenti veramente vissuti. ho 6 in italiano e odio la poesia di giovanni pascoli, alda mer
Commenti (1)
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Barbara Golini3 febbraio 2010
mi ha colpito molto questa poesia dialettale, difficile da capire in dialetto... ma poi guardandola bene ho trovato una grande somiglianza tra questo dialetto (che non so di do`v'è ma mi piacerebbe molto saperlo) e il dialetto delle mie zone l'Abruzzo... e così sono riuscita a coglierne la sonorità e la bellezza.
